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Più di 1.200 lavoratrici dell’abbigliamento in Cambogia hanno perso il loro lavoro nel luglio 2020 quando la fabbrica Violet Apparel, di proprietà della società Ramatex, ha improvvisamente chiuso. Nike è il più grande acquirente di Ramatex.
Le lavoratrici chiedono un risarcimento, così come i loro bonus legalmente dovuti e i salari non pagati. Ramatex è un’azienda di grande successo che possiede fabbriche in tutto il sud-est asiatico, ma si è rifiutata di pagare la liquidazione e i salari arretrati che gli sono dovuti.
Senza Nike, non ci sarebbe Ramatex. Ecco perché esortiamo Nike ad assumersi la responsabilità di garantire che questi lavoratori siano pagati. Anche il marchio britannico Matalan è legato alla fabbrica, e quindi invitiamo anche loro ad agire.
Nike nega ogni responsabilità. Sostengono che non si rifornivano dalla fabbrica Violet Apparel al momento della chiusura. Questa è sia una bugia che irrilevante. Nike è il più grande acquirente di Ramatex, e quindi deve assumersi la sua responsabilità. Inoltre, abbiamo foto e testimonianze delle lavoratrici che dimostrano che l’affermazione di Nike di aver lasciato Violet nel 2006 è falsa. Nike è l’azienda che ha più potere su Ramatex e che deve garantire che le lavoratrici siano pagate

Con la Campagna #PayYourWorkers chiediamo a Nike di:

  • Pagare ai lavoratori che producono i loro abiti il salario intero che gli spetta per tutta la durata della pandemia;
  • Assicurarsi che i lavoratori non restino mai più senza un soldo se la loro fabbrica fallisce, sottoscrivendo un fondo di garanzia di fine rapporto;
  • Tutelare il diritto dei lavoratori ad organizzarsi e a negoziare collettivamente.

Una coalizione di oltre 200 organizzazioni per chiedere ai marchi e ai distributori della moda di pagare alle lavoratrici e ai lavoratori tessili quanto dovuto: rinunciando soltanto a 10 centesimi di profitto su ciascuna t-shirt venduta, aziende come Amazon, Nike e Next potrebbero permettere a queste persone di sopravvivere alla pandemia. Sul nuovo sito della coalizione, pubblicato oggi, tutte le informazioni e le richieste ai marchi.

Milioni di lavoratori hanno lottato per sfamare le proprie famiglie da quando i marchi li hanno abbandonati lo scorso marzo. Le aziende hanno risposto alla crisi rifiutandosi di pagare gli ordini e utilizzando la diminuzione della domanda di abbigliamento per ottenere prezzi ancora più bassi dai fornitori. Questo ha comportato una diffusa perdita di posti di lavoro e di reddito, spingendo tante persone sempre più a fondo nella povertà e nella fame.

A un anno dall’inizio della crisi, molti marchi sono tornati a fare profitti, raggiungendo persino traguardi record, mentre i lavoratori nelle loro catene di fornitura lottavano per sopravvivere. 

Next e Nike sono dei cosiddetti “Super Winners” essendosi ripresi rapidamente dalle perdite della pandemia e iniziando a realizzare nuovamente profitti. Amazon ha fatto ancora meglio e ha registrato un aumento di quasi il 200% dei profitti, salendo a ben 6,3 miliardi di dollari nel primo anno della pandemia. Queste aziende possono e devono garantire che i lavoratori non paghino il prezzo della pandemia con i loro salari di povertà.

La campagna #PayYourWorkers, che riunisce 200 sindacati e organizzazioni della società civile di 35 diversi Paesi, chiede ai marchi di fornire immediato sollievo ai lavoratori dell’abbigliamento e di sottoscrivere impegni vincolanti per riformare il loro settore in rovina.

In particolare chiediamo che aziende come Amazon, Nike e Next paghino quanto dovuto ai lavoratori durante la pandemia, rispettino il diritto di organizzarsi e i contratti collettivi, si assicurino che i lavoratori non vengano mai più lasciati senza un soldo se la loro fabbrica fallisce aderendo alla proposta di fondo negoziato di garanzia per le indennità di fine rapporto e disoccupazione.

Sophorn Yang, presidente della Cambodian Alliance of Trade Unions, ha dichiarato: “I lavoratori in Cambogia hanno perso milioni di dollari di salari durante la pandemia a causa delle azioni dei marchi. È tempo che le aziende riconoscano la posizione di potere che occupano nelle catene di fornitura di abbigliamento e calzature e si assumano la responsabilità dei salari dei lavoratori che gli garantiscono miliardi di dollari di profitti ogni anno“.

Tra i 200 aderenti troviamo Filcams-CGIL, che rappresenta i lavoratori del Commercio, Turismo e Servizi, e le organizzazioni FAIR, Altraqualità, Fondazione Finanza Etica, Guardavanti onlus, Movimento Consumatori, Manitese, Fairwatch, FOCSIV, IFE Italia, Lungotavolo45, Attac Italia, Corodinamento Nord Sud del mondo. Durante tutta questa settimana i sindacati e gli attivisti saranno impegnati in azioni di piazza e online per far sentire la voce dei lavoratori.

FIRMA LA PETIZIONE

Milioni di operai e operaie dell’abbigliamento nel mondo stanno perdendo il lavoro senza alcuna indennità, oppure non stanno ricevendo integralmente lo stipendio (che già è una paga da fame). La maggior parte di queste persone sono donne. La fame costringe quelle che hanno ancora un lavoro a mettere a rischio la propria vita andando a lavorare non in condizioni di sicurezza. 

Con #PayYourWorkers, chiediamo a tutti i marchi che producono abbigliamento, a cominciare da Amazon, Nike e Next di:

  • Pagare ai lavoratori e alle lavoratrici delle loro filiere il salario integrale per tutta la durata della pandemia;
  • Garantire che i lavoratori e le lavoratrici non siano mai più lasciati/e in mezzo a una strada in caso di fallimento della fabbrica: lo possono fare aderendo alla proposta di fondo negoziato di garanzia per le indennità di fine rapporto; e
  • Assicurare la libertà di associazione sindacale e il diritto di contrattazione collettiva;
FIRME RACCOLTE:

In otto fabbriche fornitrici di Adidas in Cambogia, i lavoratori aspettano 11,7 milioni di dollari in salari solo per i primi 14 mesi della pandemia, cioè 387 dollari per lavoratore.

Più di 1.200 lavoratrici dell’abbigliamento in Cambogia hanno perso il loro lavoro nel luglio 2020 quando la fabbrica Violet Apparel, di proprietà della società Ramatex, ha improvvisamente chiuso. Nike è il più grande acquirente di Ramatex.
La fabbrica Brilliant Alliance Thai Globalha chiuso nel marzo 2021, lasciando senza lavoro 1.388 lavoratrici, che cucivano lingerie per Victoria’s Secret
Un altro importante passo avanti per la campagna #PayYourWorkers Shahi Exports (Walmart H&M e Nike), il più grande produttore di abbigliamento dell’India, ha annunciato che inizierà immediatamente a pagare alle sue 80.000 lavoratrici in Karnataka il salario minimo legale e le paghe arretrate da aprile 2020 entro il 10 maggio.
400.000 lavoratori e lavoratrici in Karnataka, India, aspettano quasi 60 milioni di dollari di salari non pagati. Shahi Exports, il principale esportatore del paese, è diventato il primo a impegnarsi a pagare gli arretrati.
Questa è una grande vittoria: è ora che altri fornitori della regione seguano l’esempio.
ABBIAMO VINTO!
Dopo più di un anno di campagna, 200 ex dipendenti che hanno prodotto i camici di Grey’s Anatomy nella fabbrica #IndustriasFlorenzi in El Salvador hanno vinto la loro lotta per il trattamento di fine rapporto!
Barco Uniforms, che ha commissionato i camici, ha contribuito con più di 1 milione di dollari per le lavoratrici e i lavoratori!
Il pagamento segna un risultato importante e aiuterà i lavoratori e le loro famiglie, a risollevarsi dopo mesi senza risarcimento legalmente dovuto.
Un risultato ottenuto grazie alla combinazione straordinaria tra lotta delle lavoratrici e dei lavoratori e una campagna di mobilitazione internazionale che ha visto protagonisti anche tutti voi!
Quando una fabbrica chiude i lavoratori spesso vedono andare in fumo il loro trattamento di fine rapporto e i principali marchi e distributori non garantiscono il rispetto dei loro diritti.
Con la campagna #PayYourWorkers, chiediamo a tutti i marchi di abbigliamento di contribuire a un Fondo Globale di Garanzia del TFR, in modo che lavoratrici e lavoratori dell’abbigliamento non debbano più lottare per anni per ricevere ciò che gli spetta per legge.
Mentre Nike si riunisce per l’Assemblea annuale degli azionisti, le lavoratrici e i lavoratori della sua catena di fornitura protestano per le condizioni in cui sono costretti a vivere e a lavorare.
Mentre Amazon si riunisce per l’Assemblea annuale degli azionisti, le lavoratrici e i lavoratori della sua catena di fornitura protestano per le condizioni in cui sono costretti a vivere e a lavorare.

ATTIVATI

Per 15 anni, le lavoratrici di Brilliant Alliance hanno prodotto reggiseni per @VictoriasSecret. Sei mesi fa, sono state licenziate senza preavviso o liquidazione quando la loro fabbrica ha chiuso. Victoria’s Secret, #PayYourWorkers payyourworkers.org/bat #VSForTheHolidays
.@VictoriasSecret @lanebryant @torrid dite di sostenere le donne, ma le lavoratrici in Thailandia che hanno cucito la vostra lingerie aspettano SETTE MILIONI DI DOLLARI dopo la chiusura della loro fabbrica payyourworkers.org/bat #VSVoices #CreateYourLane #FeelTheFit
Mentre @Nike guadagnava miliardi, le sue lavoratrici venivano licenziate senza stipendi e indennità. Alle operaie della Violet Apparel spettano poco più di 343174 dollari. Meno dell’1% (0,02%) di quanto Nike ha guadagnato nell’ultimo trimestre. #PayYourWorkers.
1200 lavoratrici in Cambogia hanno perso il lavoro quando la fabbrica Violet Apparel, fornitrice di @nike, improvvisamente ha chiuso nel 2020. Non sono le uniche: migliaia di lavoratrici della catena di fornitura di Nike hanno subito privazioni dei salari. Nike, #PayYourWorkers

Amazon è diventata un’enorme distributore di moda, con oltre 100 marchi e profitti
miliardari. Ma i suoi lavoratori e lavoratrici stanno affrontando un aumento delle violazioni sindacali e indennità non pagate. Dì ad @Amazon #PayYourWorkers
www.payyourworkers.org #MakeAmazonPay

Gli addetti all’abbigliamento, al magazzinaggio e alle consegne in tutta la catena di @Amazon difendono il loro diritto a una retribuzione equa e alla libertà sindacale!
#MakeAmazonPay TUTTI i suoi dipendenti: www.payyourworkers.org #PayYourWorkers #RespectLabourRights

Io sto con i lavoratori e le lavoratrici in Cambogia e Bangladesh che invitano @Amazon a #PayYourWorkers e #RespectLabourRights https://act.makeamazonpay.com/allworkers/ #MakeAmazonPay

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