UE, diritti a rischio: pubblicato il position paper CCC contro il pacchetto Omnibus

05 Giugno 2025

È online il nuovo position paper della Clean Clothes Campaign: “Ripristinare la centralità di lavoratori e diritti umani nelle direttive UE: una risposta al pacchetto Omnibus”, una presa di posizione chiara e documentata contro il pacchetto normativo proposto il 26 febbraio 2025 dalla Commissione Europea che svuota le direttive CS3D e CSRD dei loro contenuti più avanzati. 

Cos’è il pacchetto Omnibus e perché la Campagna è contraria

Con questo position paper, la rete internazionale della Clean Clothes Campaign denuncia il pericoloso arretramento politico rappresentato dal pacchetto Omnibus, che propone di ridurre l’ambito di applicazione e rinviare l’entrata in vigore di normative già approvate. Normative che rafforzano la responsabilità delle imprese sui diritti umani, ambientali e del lavoro lungo le filiere globali, oggi più che mai fondamentali. 

Cosa prevede la Direttiva CS3D sul dovere di diligenza

Nel 2024, l’Unione Europea ha approvato la Direttiva 2024/1760 sul dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (CS3D), un provvedimento storico che ha imposto a imprese di (certe) grandi dimensioni l’obbligo di prevenire, mitigare e rimediare alle violazioni dei diritti umani, del lavoro e dell’ambiente lungo tutta la catena del valore.

È stato un passo avanti fondamentale, anche grazie al lavoro della Clean Clothes Campaign e della Campagna Abiti Puliti.

CS3D: un cambiamento necessario, nonostante i limiti

Pur non essendo perfetta – si applica solo a imprese molto grandi e introduce meccanismi di controllo ancora in fase di definizione – la CS3D ha segnato una svolta. Per la prima volta, si afferma un principio chiaro: le imprese devono generare profitto senza nuocere al Pianeta né ai diritti delle persone.

CSRD: la direttiva sulla rendicontazione di sostenibilità

La CS3D si inserisce in un percorso normativo avviato con la Direttiva 2022/2464 sulla rendicontazione di sostenibilità (CSRD). Questa normativa ha introdotto indicatori e metodi di reporting comuni per le aziende nell’UE. Insieme, CS3D e CSRD offrono un quadro coerente e vincolante sulla responsabilità aziendale in materia di diritti umani, ambiente e giustizia sociale.

Moda e sfruttamento: il settore tessile sotto la lente della CS3D

In Italia, la CS3D dovrebbe coinvolgere anche grandi aziende del settore tessile, uno dei più esposti al rischio di violazioni, insieme ad agricoltura e settore minerario. Secondo l’OCSE, l’industria della moda è segnata da sfruttamento, lavoro forzato, disparità salariali e condizioni insicure in tutto il mondo. Il Global Slavery Index 2023 la colloca al secondo posto per stima di persone sottoposte a lavoro forzato nel mondo.

Il pacchetto Omnibus minaccia i progressi compiuti

Oggi, questo importante avanzamento normativo è a rischio. Con la proposta del pacchetto “Omnibus”, la Commissione Europea mira a ridurre la portata della CS3D e della CSRD, introducendo modifiche e rinvii che depotenzierebbero irrimediabilmente l’efficacia di norme già approvate con largo consenso. In nome della “semplificazione”, si rischia di cancellare tutele faticosamente conquistate, ancor prima che inizino a produrre effetti concreti per lavoratori, lavoratrici e ambiente.

Appello della Clean Clothes Campaign: difendere i diritti, ora

Per questo la Campagna Abiti Puliti lancia un appello alla mobilitazione: è il momento di difendere due direttive imperfette ma necessarie, e di opporsi a ogni tentativo di rinunciare al rispetto dei diritti umani, ambientali e sulla responsabilità delle imprese in nome del profitto individuale.

Il position paper sarà dunque la base delle attività di lobbying e advocacy della Campagna Abiti Puliti nei prossimi mesi.

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