Campagna Abiti Puliti sabato 14 marzo alle 12:00 sarà protagonista a Fa’ la cosa giusta! con l’incontro pubblico “Dalla Fast Fashion alla Just Fashion. Verso una transizione giusta nella moda”, un momento di confronto aperto – organizzato da Banca Etica – per analizzare le trasformazioni necessarie a rendere il settore tessile realmente sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale e umano.
Dalla sostenibilità alla transizione giusta nella moda
Negli ultimi anni il dibattito sulla sostenibilità nella moda si è concentrato prevalentemente su materiali “green”, certificazioni ambientali e innovazioni tecnologiche. Tuttavia, questi strumenti da soli non bastano. Parlare di transizione giusta nella moda significa mettere al centro anche i diritti delle persone che lavorano lungo le filiere globali, spesso invisibili ai consumatori ma fondamentali per l’intero sistema produttivo.
A partire dal Bangladesh, uno dei principali poli manifatturieri dell’abbigliamento mondiale, l’incontro offrirà una riflessione critica sui limiti degli attuali modelli di “transizione verde” calati dall’alto, che rischiano di ridurre il tutto a un mero esercizio di immagine senza incidere sulle condizioni di lavoro, sui salari e sulla giustizia sociale.
Il nuovo report: ambiente e diritti devono avanzare insieme
Durante l’evento sarà presentato il nuovo report Fabbriche verdi, lavoro grigio, che evidenzia una contraddizione sempre più evidente: fabbriche rese più efficienti dal punto di vista energetico o ambientale continuano spesso a garantire condizioni di lavoro precarie, bassi salari e scarsa rappresentanza sindacale.
Il documento dimostra come la transizione ecologica non possa dirsi efficace senza il pieno coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, né senza un riequilibrio delle responsabilità lungo tutta la catena del valore, dai grandi marchi ai fornitori.
Un confronto tra esperienze e visioni
A dialogare su questi temi saranno Claudia Vago di Valori.it, Deborah Lucchetti, portavoce della Campagna Abiti Puliti e Roberto Cruciani, divulgatore e attivista. Prospettive diverse per interrogarsi su come superare il modello della fast fashion e costruire un’industria della moda fondata su trasparenza, responsabilità e partecipazione.
Perché parlare oggi di transizione giusta nella moda
Il passaggio a un sistema moda equo non è solo una questione etica, ma una necessità strutturale. Senza cambiamenti profondi nei modelli di produzione e consumo, il rischio è perpetuare disuguaglianze sociali mentre si tenta di ridurre l’impatto ambientale.
Una transizione giusta nella moda richiede invece:
salari dignitosi e lavoro sicuro lungo tutta la filiera
libertà di associazione e contrattazione per le lavoratrici e i lavoratori
responsabilità vincolanti per i marchi globali
politiche pubbliche che integrino giustizia climatica e giustizia sociale
modelli di consumo più consapevoli e meno orientati all’usa-e-getta
Solo un cambiamento sistemico, a livello nazionale e internazionale, può rendere la moda davvero pulita, equa e democratica entro i limiti planetari.