A poco meno di due settimane dal voto, è il momento di ricordare il valore dello strumento referendario: un pilastro della democrazia partecipata che affida direttamente a cittadinə la possibilità di incidere sulle scelte che riguardano il presente e il futuro di tuttə.
Referendum 8 e 9 giugno: perché votare sì
In un tempo segnato da spinte alla deregulation e da crescenti disuguaglianze, è fondamentale usare ogni strumento democratico per arginare la deriva e riaffermare diritti, tutele e giustizia sociale. Partecipare è un atto politico: il referendum è un’occasione per far sentire la propria voce.
La nostra si farà sentire e dirà sì.
Cinque SÌ, per un lavoro più stabile, tutelato, sicuro e dignitoso e per dare sicurezze a milioni di italiani senza diritti di cittadinanza.
I diritti o sono di tuttə o sono privilegi
NOI votiamo SÌ, perché ritorni il diritto ad essere reintegrati in caso di licenziamento illegittimo, spesso utilizzato per punire lavoratori e lavoratrici scomode che si organizzano in sindacati liberi.
NOI votiamo SÌ, perché aumentino le indennità di risarcimento in caso di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese. Le filiere della moda si basano su terzisti e oggi è troppo facile licenziare lavoratorə quando si organizzano, specialmente se di origine straniera.
NOI votiamo SÌ, perché la precarietà in Italia è una piaga e bisogna arginarla, a partire dalla imposizione di limiti all’abuso del lavoro temporaneo. Ciò vale anche per il settore tessile, dove la catena di fornitura favorisce l’uso di contratti a tempo determinato, spesso tramite agenzie interinali.
NOI votiamo SÌ, perché la sicurezza muore nella catena degli appalti. La responsabilità di garantire condizioni e pratiche commerciali adeguate ad assicurare la sicurezza nei luoghi di lavoro è primariamente del committente, perciò va estesa. Il settore tessile è costellato di imprese terziste che non rispettano le regole, come ricorda il tragico caso di Luana D’Orazio, morta stritolata a 22 anni da un orditoio manomesso.
NOI votiamo SÌ, perché siano garantiti tutti i diritti civili, politici e sociali a chi in Italia risiede, vive, studia e lavora da almeno 5 anni. Nell’industria della moda, dalla produzione alla logistica, molte lavoratrici e lavoratori di origine straniera beneficerebbero di questa misura strettamente collegata alla possibilità di fare valere pienamente i proprio diritti nei luoghi di lavoro.
NOI votiamo 5 SÌ, perché i diritti o sono di tuttə o sono privilegi.
NOI votiamo 5 SÌ, perché per decenni l’industria della moda ha prosperato sfruttando i meccanismi economici della globalizzazione, prima, e ora quelli della delocalizzazione “in loco” (vedi il caso dei lavoratori della filiera Montblanc). Alla base di questo modello ci sono spesso vuoti normativi, soprattutto in materia di diritti del lavoro e cittadinanza, che hanno permesso forme diffuse di sfruttamento. Per questo è fondamentale oggi ribadire con forza l’importanza del lavoro dignitoso e della piena cittadinanza, come pilastri di un sistema economico giusto e sostenibile.