Rana Plaza, l’appello della Clean Clothes a 12 anni dal crollo

24 Aprile 2025
rana plaza

Dodici anni fa, il crollo dell’edificio Rana Plaza in Bangladesh provocò la morte di almeno 1.138 persone in una tragedia evitabile. Oggi, la rete globale della Clean Clothes Campaign rinnova la propria solidarietà a tutte le persone colpite da quell’evento e riafferma con forza il suo impegno nella lotta contro le cause profonde di quella strage: fabbriche insicure, salari da fame, negligenza aziendale e repressione sindacale.

Per il quinto anno consecutivo, offriamo alle persone di tutto il mondo l’opportunità di condividere pubblicamente pensieri e sentimenti legati a questa data su ranaplazaneveragain.org. Invitiamo tuttə a dimostrare che il mondo non ha dimenticato le lavoratrici e i lavoratori uccisi e feriti in quella drammatica occasione.

Ricordiamo inoltre che sono stati necessari oltre due anni di intense campagne per ottenere un risarcimento adeguato per le lavoratrici ferite e le famiglie delle vittime, a compensazione della perdita di reddito. Dei 30 marchi identificati come acquirenti dalla fabbrica, solo una minoranza ha contribuito in modo significativo.

Questo evidenzia l’urgenza di introdurre in Bangladesh una legge che garantisca il risarcimento per gli infortuni sul lavoro, in linea con la Convenzione OIL 121, proseguendo il progetto pilota avviato nel 2022.

È altrettanto fondamentale che le aziende siano legalmente responsabili per quanto accade lungo le loro catene di approvvigionamento, attraverso normative vincolanti nei paesi in cui hanno sede.

Dodici anni dopo il crollo del Rana Plaza, molte delle persone coinvolte non hanno ancora ottenuto giustizia. Tante famiglie continuano a lottare per sopravvivere, mentre una piena risposta giudiziaria appare ancora lontana. È fondamentale che i procedimenti legali contro i responsabili — tra cui il proprietario dell’edificio e le fabbriche che vi operavano — arrivino finalmente a una conclusione, nel rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti umani. A oggi, tutti i procedimenti risultano ancora pendenti, e l’unico imputato in custodia cautelare resta il proprietario dell’edificio, Sohel Rana. Una panoramica aggiornata sui casi ancora aperti è disponibile qui. Solo ponendo fine all’impunità sarà possibile rendere giustizia alle vittime e stabilire precedenti concreti per prevenire simili tragedie in futuro.

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