L’industria della moda è di fronte a un bivio: continuare a essere un fattore di aggravamento della crisi multidimensionale che affligge il pianeta, le lavoratrici e le comunità. Oppure intraprendere la strada per un cambiamento radicale che metta al centro una profonda trasformazione socio-ecologica con il protagonismo delle lavoratrici di tutta la filiera.
Con Just Fashion si vuole creare uno spazio di discussione e costruire un movimento globale per promuovere una transizione giusta nella moda. Il progetto incoraggia azioni concrete e cambiamenti politici nel settore tessile, evidenziando l’interconnessione tra le richieste dei consumatori, i diritti dei lavoratori e le problematiche ambientali. Fornisce strumenti per coinvolgere organizzazioni sindacali, attivistə e comunità nel processo di trasformazione. Attraverso un Manifesto per una Transizione Giusta, workshop, eventi e campagne, il progetto promuove un trattamento equo, salari dignitosi e un’occupazione stabile, soprattutto per chi vive in condizioni di vulnerabilità. Mira a rafforzare il ruolo dei giovani e delle lavoratrici affinché possano sostenere un cambiamento sistemico nell’industria della moda, ispirandosi ai principi dell’Educazione alla Cittadinanza Globale che uniscono attivistə in tutto il mondo.
Con Just Fashion, la Campagna Abiti Puliti, insieme alla Clean Clothes Campaign, intende creare uno spazio di discussione approfondita e di azione per la transizione giusta, elaborando analisi, proposte e strumenti con il coinvolgimento delle organizzazioni dei lavoratori nel processo di trasformazione del settore.
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Rapporto “Fabbriche verdi, lavoro grigio”
Fabbriche verdi, lavoro grigio. Percorsi nell’industria dell’abbigliamento in Bangladesh tra certificazioni ambientali (LEED) e transizione giusta è il report realizzato da FAIR per la Campagna Abiti Puliti. Il rapporto valuta l’industria dell’abbigliamento dove si riforniscono diversi brand di moda che popolano le vetrine delle nostre città come Benetton, Bestseller, Decathlon, Fruit of the Loom, GAP, H&M, Hugo Boss, Kiabi, M&S, NEXT, OVS, Zara e Wrangler.
Sondaggio “Persone, diritti, ambiente: chi vive in Italia vuole cambiare moda”
La moda deve cambiare. Secondo un sondaggio realizzato da iVox, chi vive in Italia lo sa bene. Dalla tutela dell’ambiente ai diritti delle persone che lavorano nelle filiere globali, la richiesta è chiara: serve una transizione giusta nella moda, capace di trasformare l’industria tessile mettendo al centro le persone e il Pianeta.
Petizione “No al caporalato Made in Italy”
La petizione “No al caporalato Made in Italy”, lanciata a novembre 2025, è un’iniziativa di pressione civica rivolta a Parlamento e Governo per chiedere un segnale chiaro contro lo sfruttamento nella filiera della moda. In poco più di un mese, oltre 40 organizzazioni – tra sindacati, associazioni d’impresa e realtà della società civile – hanno aderito all’appello, e sono state raccolte più di 3.500 firme. L’obiettivo era chiedere la soppressione dello scudo penale previsto dal DDL PMI e l’avvio di una riforma del settore orientata a una giusta transizione. Anche grazie a questa mobilitazione e alla pressione convergente di diversi attori, la Commissione Attività Produttive della Camera ha infine votato la soppressione del capo VI del DDL PMI, che introduceva la nuova certificazione della filiera della moda e lo scudo penale a favore dei grandi marchi.
Manifesto per una transizione giusta nella moda
La crisi climatica ed ecologica impone un cambiamento profondo e urgente. Ma la vera domanda è: come possiamo trasformare il settore tessile senza lasciare nessunə indietro? Una transizione giusta nella moda significa ascoltare chi lavora lungo tutta la filiera globale, riconoscere le ingiustizie strutturali e ripensare insieme il sistema, dalla produzione al consumo. Quello che serve è un Manifesto per la transizione giusta nella moda. Per scriverlo abbiamo avviato un percorso collettivo che ci aiuti a immaginare e costruire un futuro che metta al centro chi lavora e il Pianeta, non il profitto.
Sfashion Lab
Sfashion Lab è una vera e propria scuola di attivismo che, grazie all’apporto di espertə, fornirà strumenti teorici e pratici per aumentare la propria consapevolezza sull’impatto dell’industria della moda e degli attuali modelli di consumo, e offrirà uno spazio di confronto, apprendimento ed elaborazione collettiva. Un’opportunità per impegnarsi attivamente nella transizione giusta nella moda, creando convergenze e comunità.
Sfashion Weekend
Sfashion Weekend è il primo festival in Italia dedicato a esplorare i lati nascosti della moda e le interconnessioni tra le tematiche sociali, ambientali e culturali. Una piattaforma per riflettere sulle distorsioni e le problematiche che affliggono uno dei settori più impattanti a livello globale. Un’occasione per costruire reti e strategie collettive di attivazione attraverso una mostra, talk, momenti conviviali e di scambio.