Lo sfruttamento sistematico delle persone e delle risorse naturali e la debolezza strutturale delle filiere tessili sono il risultato di decenni di comportamenti predatori da parte delle imprese multinazionali tuttora impuniti. Non bastano le iniziative volontarie come le certificazioni: servono leggi con efficacia sovranazionale a tutela delle vittime di abusi aziendali.

Obbligo di vigilanza su ambiente, diritti​ umani e del lavoro

La Direttiva 2024/1760 sul Dovere di Diligenza delle Imprese ai fini della Sostenibilità (CS3D), approvata nel luglio 2024 anche grazie all’impegno della Clean Clothes Campaign, introduce per le imprese l’obbligo di adottare pratiche di vigilanza in materia di diritti umani, tutela ambientale e diritti del lavoro, inclusi quelli sindacali. La normativa mira a prevenire, mitigare e porre rimedio a violazioni lungo le filiere globali, promuovendo pratiche commerciali eque e garantendo alle vittime accesso a tutele e risarcimenti.

Il concetto di due diligence è già familiare ad aziende e governi, ed è consacrato nei Principi Guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, nelle Linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali, nonché nelle linee guida generali e settoriali dell’OCSE sulla due diligence.

L’approvazione della CS3D ha rappresentato un passo storico verso un’economia globale più equa e una transizione giusta nella moda.

La Direttiva 2024/1760 estende il dovere di diligenza anche ai fornitori indiretti e consente di ricorrere alla giurisdizione degli Stati membri dell’UE per ottenere risarcimenti. Tuttavia, questi e altri elementi fondamentali della normativa sono oggi messi a rischio dal pacchetto “Omnibus” che, in nome della competitività e della semplificazione, propone modifiche sostanziali alla direttiva e il rinvio della sua entrata in vigore.

L’Unione europea si sta muovendo rapidamente su questo dossier. Mercoledì 16 aprile 2025 è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la Direttiva 2025/794, prima misura del pacchetto Omnibus, soprannominata “Stop the clock”. Tale direttiva posticipa al luglio 2027 l’entrata in vigore delle normative sulla sostenibilità aziendale. Per questo motivo, è fondamentale che gli Stati membri dell’Unione europea recepiscano tempestivamente la Direttiva sulla due diligence.

La Campagna Abiti Puliti, insieme al network internazionale della Clean Clothes Campaign e a centinaia di altre organizzazioni, si oppone a qualsiasi modifica della CS3D e chiede l’introduzione di normative sulla due diligence con efficacia sovranazionale in ogni ordinamento giuridico a livello globale.

articoli
correlati