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CRONISTORIA DELL'AZIENDA


L’impresa opera nel settore della nobilitazione tessile e in particolare nella tintura e nel finissaggio, comparto intermedio nella filiera produttiva che trasforma il filato grezzo in un filato “nobilitato”, pronto ad essere utilizzato nei prodotti dell’abbigliamento.
Nel febbraio del 2005 la Timavo&Tivene S.p.A decise la chiusura dello stabilimento, ma su pressione del Sindacato fu stipulato un accordo che convinse uno dei soci a riavviare l’attività tramite una nuova società, la Tintoria di Bollate S.r.l., che stipulò con la proprietà un contratto d’affitto dei fabbricati e dei macchinari. Parte dei lavoratori dello stabilimento fu così riassunta con contratti a tempo determinato con scadenza 28/2/2006.
A metà novembre 2005, la Tintoria di Bollate S.r.l dichiarò la propria indisponibilità nel continuare l’esperienza imprenditoriale con l’attuale assetto societario e pertanto comunicò la volontà di cessare l’attività produttiva il 28 febbraio 2006, al momento della conclusione dei contratti a tempo determinato sottoscritti con i lavoratori.
Da quel momento si apre una fase di discussione e lotta da parte dei lavoratori che sono convinti che la crisi del settore sia in via di superamento e che se si riuscirà a superare l’anno in corso, mantenendo le necessarie quote di mercato, sarà garantito il futuro dell’azienda.
Il Sindacato dei tessili, la Provincia di Milano e il sindaco di Bollate si muovono in sinergia nel tentativo di indirizzare il sostegno, anche economico, al mantenimento e al possibile sviluppo della produzione. Sottopongono a Timavo & Tivene una proposta imprenditoriale originale e innovativa, proposta che è recepita nell’allegato protocollo d’intenti sottoscritto in data 10 febbraio 2006.
Al protocollo d’intenti avrebbe dovuto far seguito l’accordo definitivo in forma di contratto preliminare da sottoscrivere entro il 24 febbraio 2006.
Nel protocollo le parti sottoscriventi affermavano l’opportunità di continuare l’attività produttiva con un notevole rafforzamento della compagine societaria, tale da garantire un consolidamento patrimoniale della società soprattutto sul fronte della proprietà immobiliare. Il senso del programma di massima era di dare più forza complessiva alla società, per permetterle di superare la fase d’instabilità del mercato, anche grazie alla non obsolescenza degli impianti e alla qualità espressa dai processi di nobilitazione dei tessuti in essere e sperimentali. Per procedere in tal senso, si riteneva necessario l’acquisto dell’area industriale da parte della nuova società.

I punti fondamentali del protocollo erano:

1.    Il proprietario della Tintoria di Bollate s’impegnava a cedere al valore nominale (45.000 euro) il 90% delle quote determinando la seguente composizione del capitale sociale:
-    20% a Timavo&Tivene S.p.a;
-    70% ad una società di tutela sociale promossa dalla Provincia di Milano;
-    10% all’attuale proprietario della Tintoria di Bollate.
Successivamente i soci avrebbero versato, proporzionalmente alla loro quota di partecipazione, 800.000 euro in conto futuro aumento di capitale.
 
2.    La Provincia di Milano s’impegnava a favorire la costituzione di una società di tutela sociale che prevedeva la partecipazione dei lavoratori, su base volontaria, per un importo pari alla loro quattordicesima. La società di tutela sociale, oltre all’acquisto del 70% dell’attuale capitale sociale, avrebbe dovuto versare 560.000 euro in conto aumento capitale.

3.    Il Consiglio d’Amministrazione sarebbe stato composto di tre membri: uno espresso dalla Timavo&Tivene, due dalla società di tutela sociale. Nel Consiglio d’Amministrazione, le cariche di Presidente ed, eventualmente, di Amministratore Delegato erano riservate ai membri espressi dalla società di tutela sociale.

4.    La Timavo&Tivene s’impegnava a vendere alla Tintoria di Bollate il complesso immobiliare.

5.    Il valore di cessione dell’area, convenuto dalle parti e sostenuto da appropriate perizie, doveva essere riportato nell’accordo da sottoscrivere entro il 24 febbraio. All’accordo doveva essere allegata una lettera di disponibilità di un soggetto a finanziare l’acquisto del terreno, dei fabbricati e degli impianti.

Tutto sembrava risolto, ma al momento di firmare l’accordo la Timavo&Tivene si dichiara indisponibile. A quel punto, le possibilità erano due: andare tutti a casa oppure rilevare la gestione e la proprietà dell’azienda.

I lavoratori non si rassegnano e il 28.02.06 sottoscrivono, con il sostegno della Provincia di Milano e delle Organizzazioni Sindacali, un accordo con la proprietà che prevede la stipula di un contratto di locazione del fabbricato e di noleggio dei macchinari e la riassunzione dei lavoratori posti in mobilità dalla Tintoria di Bollate con un contratto a tempo determinato della durata di un anno.
Conseguentemente alla stipula dell’allegato accordo, i lavoratori  marzo 2006 costituiscono la loro Società, la Syntess S.r.l.

Piano industriale
L’impresa deve far fronte contemporaneamente a due sfide:
•    gestire le attività correnti realizzando l’obiettivo del riequilibrio economico già dal secondo esercizio;
•    essere in grado di realizzare tempestivamente grandi innovazioni e cambiamenti in grado di assicurare lo sviluppo dell’azienda.    

Le linee strategiche dell’impresa prevedono la realizzazione delle attività di seguito indicate.

L’Acquisizione dell’immobile e degli impianti
L’idea è di frazionare la proprietà in due aeree: una destinata alla Syntess, che l’acquisterebbe accendendo un mutuo; l’altra da destinare alla vendita. Riguardo a questa seconda la direzione su cui si sta muovendo è il coinvolgimento di un’azienda del settore energetico, che garantirebbe un abbattimento dei costi di produzione e, tramite una convenzione con il Comune, fornirebbe anche energia per uso residenziale.
Per gli impianti sono previsti investimenti per il loro adeguamento alle nuove esigenze di mercato.

Sviluppo e ampliamento del mercato
È basato su una strategia di differenziazione rispetto ai concorrenti e centrato sulla qualità e sul livello del servizio.
L’obiettivo è di offrire alla clientela, oltre alla consueta lavorazione specializzata, servizi speciali di nobilitazione dei tessuti e altre innovazioni di prodotto e di processo. A tal fine, la Syntess intende aprire una collaborazione con un’importante Università per individuare e realizzare soluzioni migliorative, certificate, di alcune specifiche lavorazioni.
Sono allo studio due importanti progetti. Il primo, partendo dalle problematiche ambientali e dai costi di depurazione delle acque, vuole verificare la possibilità di utilizzare sostanze e coloranti a base di lattosio che per la loro maggiore biodegradabilità hanno un miglior impatto ambientale.
Il secondo progetto si propone di modificare la superficie dei tessuti in funzione delle esigenze del cliente, utilizzando gas e condizioni di trattamento appropriate.

Raggiungimento equilibrio economico
Il problema fondamentale è conquistare credibilità sul mercato, dopo che lo stabilimento di Bollate ha conosciuto nell’ultimo biennio due anni cambi di proprietà e tre mesi di interruzione dell’attività.
A tal fine, l’azienda ha programmato visite periodiche ai clienti per verificare il livello di soddisfazione, raccogliere suggerimenti per il miglioramento del servizio e convolgere gli stessi in fase di ideazione e progettazione dei nuovi prodotti.
 
Sul fronte dei costi i problemi riguardano in particolare gli esuberi di personale e i consumi energetici.
Il problema degli esuberi è riconosciuto anche dal Sindacato, in quanto con il fatturato annuo previsto, 4.000.000 di euro, si possono impiegare 65 lavoratori, mentre l’organico attuale è di 85 dipendenti. Ovviamente, nessuno pensa a licenziamenti, quanto piuttosto a misure, da concordare con il Sindacato, come incentivi all’uscita, oppure garanzie di riassunzione per coloro che volessero accettare rapporti di lavoro esterni.
I consumi energetici hanno un’incidenza sul fatturato superiore al 20% e le centrali termiche richiedono costi di gestione e manutenzione elevati. La soluzione a questo problema è costituita, come detto precedentemente, dall’insediamento nell’area dello stabilimento di una società energetica che attraverso la costruzione di una nuova centrale fornirebbe energia ad un costo notevolmente inferiore.
 
Fabbisogno finanziario
Il fabbisogno finanziario per affrontare il primo anno di attività è stimato in circa 1.000.000 di euro. L’azienda ha dovuto, pertanto, fare ricorso a prestiti bancari, ottenuti grazie all’interessamento della Provincia e del Comune di Bollate.
Il 21 luglio 2006 l’assemblea dei soci ha deliberato l’aumento del capitale a 600.000 euro, sottoscritto per 100.000 euro dai soci fondatori, utilizzando a tal fine il contributo che sarà erogato dalla Provincia di Milano. Per la restante quota di capitale la Provincia di Milano si è impegnata, in accordo con il Comune di Bollate, a trovare imprenditori pubblici e privati interessati ad entrare nella gestione dell’impresa.   

(Paolo Castellano, Syntess S.r.l.)

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Last modified 2006-12-21 11:22 AM
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