Settembre 2006
NUMERO 8
Dopo i violenti scontri avvenuti in
maggio e giugno, la A-One era rimasta chiusa e sembrava che non dovesse
più riavvre la produzione. Gli scontri avvenuti nelle Exosprt
Processing Zones hanno poratto alla ribalta situazioni di sfruttamento
e negazione dei diritti fondamentali che sono alla base
dell'istituzione stessa di zone franche dove solo gli investimenti
esteri sono liberi di circolare.
Cosa c'è in gioco realmente
Il 1° di Novembre dovrebbe entare in vigore la seconda fase dell'EPZ Workers Association and Industrial Relations Act del 2004 (EWAIRA) per regolare la il diritto dei lavoratori a formare associazioni sindacali e anche le relazioni industraili, compresi i meccanismi di risoluzione delle dispute. L'EWAIRA aveva prescritto ai lavoratori delle EPZ un restringimento del diritto di libera associazione sindacale fino al 31 Ottobre 2006, permettendo loro di eleggere esclusivamente Consigli di fabbrica (Workers Represtation and Welfare Committee- WRWC). Con la seconda fase i lavoratori delle EPZ avranno diritto alla formazione di Associazioni di Lavoratori (equivalenti ai sindacati istituiti fuori delle EPZ). Nonostante il primo di Novembre sia imminente, non è assolutamente chiaro come si passerà dalla teoria alla pratica e le associazioni degli imprendotori insieme alle autorità locali che governano le EPZ, stanno rallentando il processo anche attraverso l'assenza di un intervento risolutivo dei numerosi casi di violazione dei diritti fondamentali e delle stesse regole stabilite dalla prima fase dell'EWAIRA. Uno dei casi irrisolti riguarda i lavoratori della A-One.
Le imprese italiane continuano ad essere complici delle violazioni in corso
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del caso e vi chiederemo nuovamente sostegno per le future azioni.
Cosa c'è in gioco realmente
Il 1° di Novembre dovrebbe entare in vigore la seconda fase dell'EPZ Workers Association and Industrial Relations Act del 2004 (EWAIRA) per regolare la il diritto dei lavoratori a formare associazioni sindacali e anche le relazioni industraili, compresi i meccanismi di risoluzione delle dispute. L'EWAIRA aveva prescritto ai lavoratori delle EPZ un restringimento del diritto di libera associazione sindacale fino al 31 Ottobre 2006, permettendo loro di eleggere esclusivamente Consigli di fabbrica (Workers Represtation and Welfare Committee- WRWC). Con la seconda fase i lavoratori delle EPZ avranno diritto alla formazione di Associazioni di Lavoratori (equivalenti ai sindacati istituiti fuori delle EPZ). Nonostante il primo di Novembre sia imminente, non è assolutamente chiaro come si passerà dalla teoria alla pratica e le associazioni degli imprendotori insieme alle autorità locali che governano le EPZ, stanno rallentando il processo anche attraverso l'assenza di un intervento risolutivo dei numerosi casi di violazione dei diritti fondamentali e delle stesse regole stabilite dalla prima fase dell'EWAIRA. Uno dei casi irrisolti riguarda i lavoratori della A-One.
Le imprese italiane continuano ad essere complici delle violazioni in corso
Abbiamo nuovamente sollecitato le
imprese italiane a prendere l'iniziativa facendo pressione sulla A-One
e sulle autorità locali per porre fine alle violazioni e trovare un
accordo che preveda il reinserimento dei lavoratori e del consiglio di
fabbrica; dopo le azioni pubbliche di pressione del mese di giugno, la
Coin aveva espresso ufficialmente la disponibilità ad incontrare la
campagna ma ciò non è mai avvenuto.
La Coin ci ha comunicato che non si ritiene responsabile di quanto sta avvenendo in A-One, essendosi rifornita nel 2005 attraverso Tessival e avendo poi interrotto gli ordini. Noi non siamo d'accordo con questa posizione poichè all'epoca delle violazioni erano in corso ordini per la Oviesse (Coin) e non basta appellarsi alle catene di sub-fornitura per chiamarsi fuori dalla responsabilità; esternalizzazioni e sub-forniture sono proprio il meccanismo che le imprese adottano per scaricare la responsabilità dei lavoratori su imprese minori; una volta estrenalizzato il processo, i salari dei lavoratori e i loro diritti diventano costi di fornitura da abbattere, generando una feroce competizione tra i fornitori che fanno a gara per accaparrarsi le commesse delle imprese multinazionali.
La Tessival invece è attualmente in produzione con il marchio Herod e potrebbe intervenire direttamente per richiedere il rispetto degli standard minimi.
Come Campagna Abiti Puliti stiamo valutando nuove azioni a livello
europeo e nazionale per dare risposte concrete ai lavoratori, risolvere
il caso e così favorire l'implentazione della seconda fase dell'EWAIRA
nelle EPZ, verso una nuova stagione per i diritti fondamantali nelle
zone speciali.La Coin ci ha comunicato che non si ritiene responsabile di quanto sta avvenendo in A-One, essendosi rifornita nel 2005 attraverso Tessival e avendo poi interrotto gli ordini. Noi non siamo d'accordo con questa posizione poichè all'epoca delle violazioni erano in corso ordini per la Oviesse (Coin) e non basta appellarsi alle catene di sub-fornitura per chiamarsi fuori dalla responsabilità; esternalizzazioni e sub-forniture sono proprio il meccanismo che le imprese adottano per scaricare la responsabilità dei lavoratori su imprese minori; una volta estrenalizzato il processo, i salari dei lavoratori e i loro diritti diventano costi di fornitura da abbattere, generando una feroce competizione tra i fornitori che fanno a gara per accaparrarsi le commesse delle imprese multinazionali.
La Tessival invece è attualmente in produzione con il marchio Herod e potrebbe intervenire direttamente per richiedere il rispetto degli standard minimi.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del caso e vi chiederemo nuovamente sostegno per le future azioni.
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SOSTENIAMO LA RICHIESTA DI UN SALARIO MINIMO MENSILE DI 3.000 TK (34,37 EURO) PER I LAVORATORI TESSILI DEL BANGLADESHDall’inizio di Settembre i lavoratori
del settore tessile hanno partecipato a manifestazioni in tutto il
Bangladesh, per protestare contro il fallimento della Commissione
governativa sui salari (Bangladesh Wage Board) che non ha ancora
elevato il salario minimo per l’industria tessile. La Campagna Abiti
Puliti sostiene i lavoratori nella lotta per un salario che gli
permetta di vivere in dignità. Chiediamo il vostro sostegno per
spingere l’associazione degli imprenditori bengalesi a stabilire salari
che migliorino effettivamente la vita dei lavoratori.
Un pò di storia - Il salario minimo oggi è di appena 10,75 euro al mese
Il salario minimo corrente fissato
circa 12 anni fa, è rimasto a 930 TK, equivalente ad appena 10,75 al
mese – uno dei più bassi del mondo. Mentre sono molti anni che i
lavoratori chiedono aumenti dei salari, solo dopo il maggio del 2006, a
seguito dello scoppio del generale malcontento dei lavoratori incapaci
di tollerare ancora condizioni di sfruttamento, il Governo ha preso
iniziativa istituendo la Commissione.
Una delle principale richieste dei lavoratori era quella di un immediata azione di revisione dei salari. La risposta del Governo è stata la formazione di un organismo tripartito, detto appunto Minimum Wage Board il 31 Maggio 2006.
La Commissione include rappresentanti del sindacati dei lavoratori e degli industriali e avrebbe dovuto arrivare ad una soluzione entro 90 giorni dal suo insediamento. Nè l’associazione degli imprenditori (BGMEA), nè i rappresentanti dei lavoratori hanno firmato la proposta inviata dalla Commissione al Governo il 12 Settembre, che prevedeva di fissare il salario di ingresso per i lavoratori a 1.604 Tk nel primo anno, per arrivare fino a 2.117 Tk nel terzo, a partire dal 2008. La proposta è stata giudicata troppo bassa per i sindacati e troppo alta per i datori di lavoro. La proposta è in fase di fino al 28 settembre e il governo prenderà un’altro mese per l’approvazione
Una delle principale richieste dei lavoratori era quella di un immediata azione di revisione dei salari. La risposta del Governo è stata la formazione di un organismo tripartito, detto appunto Minimum Wage Board il 31 Maggio 2006.
La Commissione include rappresentanti del sindacati dei lavoratori e degli industriali e avrebbe dovuto arrivare ad una soluzione entro 90 giorni dal suo insediamento. Nè l’associazione degli imprenditori (BGMEA), nè i rappresentanti dei lavoratori hanno firmato la proposta inviata dalla Commissione al Governo il 12 Settembre, che prevedeva di fissare il salario di ingresso per i lavoratori a 1.604 Tk nel primo anno, per arrivare fino a 2.117 Tk nel terzo, a partire dal 2008. La proposta è stata giudicata troppo bassa per i sindacati e troppo alta per i datori di lavoro. La proposta è in fase di fino al 28 settembre e il governo prenderà un’altro mese per l’approvazione
La richiesta dei lavoratori invece è di 3.000 Tk (Euro 34.37), come livello minimo di ingresso.
La Campagna Abiti Puliti indica cinque ragioni fondamentali che rendono essenziale tale incremento:
1. L’industria tessile è cresciuta enormemente dal 1994 quando l’attuale salario minimo fu fissato
2. In termini reali i salari sono diminuiti da quando il salario minimo legale fu stabilito 12 anni fa.
3. L’attuale salario minimo non copre nemmeno il costo del cibo per una persona.
4. Il salario proposto non corrisponde agli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite per sradicare la povertà estrema e la fame e perciò viola i diritti umani fondamentali.
5. L’aumento del salario minimo non renderà l’industria tessile bengalese meno competitiva.
Vi chiediamo di agire subito per sostenere le lotte dei lavoratori del Bangladesh e fare arrivare la voce di molti consumatori attenti all
1. Esprimete la vostra solidarietà ai lavoratori, firmando l’appello
http://www.bgw-info.net/solidarity/frmsolidarity.php
2. Scrivete alle associazioni degli imprenditori BGMEA e BKMEA perchè considerino le richieste dei lavoratori
http://www.cleanclothes.org/urgent/06-09-22.htm#1