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NEWS 2008

NUMERO 1


L'APPROFONDIMENTO

IMPRESE ITALIANE DEL TESSILE E DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE IN BIRMANIA:  LE RISPOSTE AL NOSTRO QUESTIONARIO INVIATO ALLE IMPRESE PRESENTI NELLA LISTA NERA DELLA CISL
Come ricorderete, il sindacato italiano CISL ha reso pubblica nell’autunno scorso la lista delle imprese italiane che commerciano con il regime birmano (vedi Newsletter n. 7, ottobre 2007). Abbiamo inviato un questionario alle imprese del tessile-abbigliamento e della grande distribuzione presenti nella lista: Anzi Besson, Arena Italia, Asics Italia, Auchan, Conceria Masini, Conte of Florence, Cose di Lana, Gariglio Confezioni, Gruppo Coin, Inticom, Monnalisa, Nencini Sport, Zeus Sport. Non siamo riusciti a rintracciare i recapiti di I.T. Italtessile che figura per altro nella parte alta della lista e di Six Jeans; non sono state contattate per difficoltà diverse Gruppo Pam, Centro Moda, Sport Up. Alcune imprese possono esserci sfuggite in quanto non facilmente identificabili.
 
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IL PUNTO SULLE NORME ISO 26000 SULLA RESPONSABILITA' SOCIALE DELLE IMPRESE
Dal 2005 all'interno dell'International Organization for Standardization - ISO - è stato  istituito un gruppo di lavoro finalizzato alla formulazione di un nuovo standard internazionale per la Responsabilità Sociale delle Imprese. Sappiamo che il continuo fiorire di iniziative di certificazione rischia di produrre una giungla di standard non omogenei e sappiamo anche che il principale problema delle certificazioni volontarie, non sono tanto e solo gli standard ma la loro reale possiblità di applicazione lungo tutta la filiera produttiva. A due anni dall'inizio del percorso, abbiamo chiesto a Ornella Cilona della CGIL nazionale, di farci il punto sullo stato dell'arte.

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CASI URGENTI

FFI/INDIA: RITIRATE LE DENUNCE, NON CI SARANNO PROCEDIMENTI LEGALI NEI CONFRONTI DELLE ORGANIZZAZIONI INDIANE, LA CCC E L’ICN
La FFI/JKPL ha ritirato tutte le denunce pendenti presso il tribunale di Bangalore contro la CCC, l’ICN, diverse organizzazioni locali impegnate nella difesa dei diritti umani e i provider Antenna e XS4ALL.
Questo è il risultato di un accordo che si è concretizzato grazie alla mediazione dell’ex Primo Ministro Olandese Ruud Lubbers. La CCC e l’ICN giudicano positivamente questo accordo - descritto in dettaglio nella dichiarazione rilasciata da Lubbers e scaricabile dal sito - nella convinzione che possa aprire la strada per la messa a punto di un meccanismo sostenibile per risolvere futuri conflitti in materia di diritto del lavoro presso la FFI/JKPL, attuale fornitore di G-Star. La CCC ringrazia tutte le organizzazioni, le reti, i sindacati e i cittadini che, a diverso titolo e con diverse modalità di pressione, hanno sostenuto questa campagna per la difesa della libertà di associazione dei lavoratori della FFI/JKPL  e la protezione della libertà di espressione e di difesa dei diritti umani delle organizzazioni coinvolte.

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ACCORDO RAGGIUNTO DAI LAVORATORI DELLA A-ONE IN BANGLADESH
Dopo due anni di lotta per la giustizia, 50 lavoratori della A-One in Bangladesh hanno finalmente ricevuto un risarcimento dall’impresa italiana Tessival, unico cliente rimasto. I lavoratori, che hanno ricevuto la somma di 5 mila taka ciascuno (53,50 euro), erano stati licenziati nell’ottobre 2005 dopo aver partecipato alle elezioni di un Comitato interno di rappresentanza (WRWC) alla A-One, fabbrica situata nella zona franca  per l’esportazione di Dhaka. Sebbene i lavoratori avessero chiesto il reintegro in fabbrica, sono stati alla fine costretti ad accettare il risarcimento per fare fronte ai bisogni delle loro famiglie. La A-One era fornitore di diverse imprese internazionali, fra queste Tessival, Coin, Tchibo, Miles e C&A. I lavoratori della A-One e i loro difensori ringraziano quanti hanno dato il loro contributo e sostegno in questi due anni. Il sostegno della campagna internazionale ha consentito il raggiungimento di un accordo, seppur parziale.


RICERCATORE DEL WORKER RIGHTS CONSORTIUM ARRESTATO IN BANGLADESH, RILASCIATO GRAZIE A UNA CATENA DI SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE

Mehedi Hasan, collabora dal 2007 in Bangladesh con il WRC, organismo di verifica dei codici di condotta di università ed enti pubblici statunitensi, con il compito di effettuare indagini e condurre interviste con i lavoratori nel suo paese. E’ stato messo in stato di fermo il 24 gennaio scorso dai servizi di sicurezza con l’accusa di incitamento alla rivolta in relazione all’ondata di proteste dei lavoratori della zone franche che ha interessato la capitale Dhaka nel mese scorso. Da quando è entrato in vigore lo stato d’emergenza, decretato dal governo ad interim all’inizio del 2007, sono di fatto sospese in Bangladesh  tutte le libertà politiche e sindacali. La campagna di pressione pubblica che è seguita alla notizia dell’arresto, alla quale hanno aderito numerose organizzazioni internazionali, ma anche imprese committenti dell’industria tessile bengalese, è riuscita a ottenere la scarcerazione del ricercatore del WRC, avvenuta il 3 febbraio scorso.
Scrivi al governo del Bangladesh per sollecitarlo a cessare la repressione nei confronti del sindacato e della società civile e a dare attuazione all’accordo tripartito firmato il 12 giugno 2006 fra governo, sindacati e imprenditori per il riconoscimento dei diritti fondamentali dei lavoratori, compresa la libertà di associazione.
(http://www.cleanclothes.org/urgent/08-02-05.htm#action;
 scrivi nell’oggetto: Repeal emergency laws)

SCRIVI PER SOSTENERE LE RIVENDICAZIONI DEI LAVORATORI DELLA PT PANARUB/INDONESIA E DELLA KINGS LAND GARMENT COMPANY/CAMBOGIA

Il caso della PT Panarub, produttore di scarpe sportive per conto di Adidas a Tangerang, vicino Jakarta, ha impegnato a lungo le reti internazionali dopo che nell’ottobre 2005 le proteste dei lavoratori per ottenere salari adeguati a fronteggiare il vertiginoso rincaro dei beni di prima necessità si sono concluse con il licenziamento di 33 dirigenti sindacali. La campagna di pressione pubblica ha consentito in questi anni ai licenziati di ottenere per lo meno un sostegno economico mensile  e infine una buonuscita, ma molti lavoratori sono ancora alla ricerca di un’occupazione. Chiedi ad Adidas, che ha fatto poco in questi anni, di impegnarsi per la ricollocazione dei lavoratori della PT Panarub: http://www.cleanclothes.org/urgent/08-01-29.htm
(scrivi nell’oggetto: Pt Panarub workers)

Dopo aver tentato inutilmente di ottenere il reintegro di 18 lavoratori licenziati illegalmente per attività sindacale e aver chiesto l’intervento del governo, i dipendenti della Kings Land Garment Factory, fornitore cambogiano di Wal-Mart, sono in sciopero dall’11 gennaio. Chiedono il riconoscimento del sindacato, la fine delle trattenute arbitrarie, migliori condizioni igieniche, uguale retribuzione per uomini e donne, il pagamento dell’indennità di maternità e la fruizione delle ferie. Scrivi alla Kings Land Garment Factory di riassumere lavoratori licenziati e di riconoscere il diritto del sindacato a discutere delle condizioni di lavoro: http://www.cleanclothes.org/urgent/08-01-24.htm (scrivi nell’oggetto: Union rights at Kings Land Garment Factory)

FINE DELLE PROTESTE ALLA HAOWEI/DISNEY IN CINA

E’ stato sospeso il presidio organizzato dai lavoratori della fabbrica di giocattoli Haowei ubicata a Shenzhen, licenziati in seguito alla decisione del titolare di spostare la produzione per Disney in un villaggio dell’interno (vedi Newsletter n. 6 e 9, 2007). I lavoratori si predispongono a malincuore al trasferimento in una nuova sede a Dongguan sapendo che il loro salario sarà decurtato passando da 750 a 690 yuan. Ma la campagna per migliorare le condizioni dei lavoratori cinesi di Disney continua. Per rimanere informati:
http://www.sacom.hk/html/,  http://www.vetementspropres.be/

ALTRE NOTIZIE

MODA E PELLICCE: CRESCE LA STRAGE DI ANIMALI  NASCOSTA DIETRO A INSERTI E ORLI A BASSO COSTO. LA LISTA DEI PEGGIORI STILISTI E DI CHI HA FATTO UNA SCELTA DI CIVILTA’
Ogni anno oltre 40 milioni di animali allevati o catturati vengono uccisi per la loro pelliccia, 300 mila solo in Italia. Gli animali da allevamento trascorrono la loro breve vita in gabbie strettissime, le zampe lacerate dal fondo in rete metallica,  per essere uccisi nei modi più barbari. Con rare eccezioni, l’alta moda è sporca di sangue e per i meno abbienti la grande distribuzione offre orli e finiture in pelo di cane e gatto. Leggi i nomi di chi incentiva questo commercio e di chi ha scelto di percorrere un’altra strada.
Partecipa sabato 15 marzo a Milano alla manifestazione nazionale contro le pellicce in occasione del salone internazionale della pellicceria Mifur (per maggiori informazioni: www.oipaitalia.com, www.animalisti.it/, www.campagnaaip.net/)

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TRAME DI STORIE 2008: LA NUOVA LINEA DI ABBIGLIAMENTO EQUOSOLIDALE DI ALTRAQUALITA’ E LA COLLEZIONE DI ABITI DA SPOSA DE L’ORLO DEL MONDO
E’ stata presentata a gennaio la linea di abbigliamento primavera-estate 2008 di AltraQualità, sesta collezione del progetto “Trame di storie” che unisce il lavoro di sette organizzazioni di produttori, una cooperativa sociale italiana, diversi professionisti italiani della moda e del design e l’organizzazione di commercio equo AltraQualità, che ha ideato e coordinato il progetto e che si occupa della promozione commerciale. La linea di abbigliamento e accessori è realizzata da organismi produttori in Bangladesh, India, Nepal, Vietnam e Colombia (www.altraq.it).  La presentazione milanese ha visto la partecipazione dell’associazione Cose dell’Altro Mondo con la sua nuova collezione di abiti da sposa equosolidali, con il marchio L’Orlo del Mondo, realizzati in India dall’organizzazione CRC (Craft Resource Center). Cose dell’Altro Mondo è specializzata in articoli equosolidali per il matrimonio: bomboniere, liste nozze, abiti da sposa (http://www.orlodelmondo.net/)

DAL MONDO DELLE IMPRESE

BENETTON affida la nuova campagna mondiale di comunicazione per il 2008 al lancio del progetto di microcredito in Senegal “Birima”, la società di credito cooperativo fondata dal musicista senegalese Youssou N’Dour, alla quale il gruppo di Ponzano Veneto ha fornito sostegno economico per lo startup. La campagna “Africa works”, partita a febbraio, si concretizzerà in una massiccia campagna pubblicitaria dove il logo dell’impresa accompagnerà le immagini di lavoratori senegalesi.

Non è piaciuta ai sindacati la decisione unilaterale di DIEGO DELLA VALLE di erogare ai 1.700 dipendenti del gruppo TOD’S un bonus di 1.400 euro a pochi giorni dall’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale dei calzaturieri.  Il sindacato accusa l’imprenditore marchigiano di rifiutare sistematicamente il confronto con le organizzazioni dei lavoratori e di non aver mai voluto firmare un contratto integrativo.  In una conferenza stampa Della Valle ha affermato: “Non mi siedo da anni ai tavoli delle trattative sindacali perché non portano da nessuna parte. Non perché non riconosco il ruolo del sindacato, ma perché abbiamo poche cosa da raccontarci”. Altre imprese del settore, come Loro Piana, Zegna e Lanificio Colombo hanno fatto ricorso a elargizioni una tantum, ma a corollario di contratti di primo e secondo livello.

Leonardo Del Vecchio, il titolare di LUXOTTICA, il maggior gruppo mondiale nella produzione e distribuzione di occhiali da sole, è stato condannato dalla commissione tributaria di Belluno al pagamento di una multa di 20,434 milioni di euro per aver eluso la normativa italiana costituendo una società fittizia con sede in Germania alla quale venivano intestati pacchetti azionari di “Luxottica” e “Gelati Sanson”. Secondo l’Agenzia, la società costituiva un mero contenitore di partecipazioni azionarie cui far affluire dividendi e plusvalenze, al solo scopo di trarre vantaggio dal regime di esenzioni previsto dall’ordinamento tedesco.

Entro l’estate la Guardia di finanza cambierà look: l’uniforme grigio-verde sarà sostituita da un’altra di colore grigio-scuro, utilizzabile in tutte le stagioni, fornita da MARZOTTO che ha vinto una gara d’appalto europea. Le rimanenze delle vecchie divise andranno alle polizie afaghana, palestinese e, in futuro, di Haiti.

Il gruppo svizzero Maus Frères, che controlla il marchio LACOSTE ha acquisito il 35,3% del capitale del marchio svedese dello sportswear GANT presente in 70 paesi con circa 300 punti vendita.

FILA passa di mano per la terza volta nel giro di un anno: dopo il fondo americano Cerberus e la società coreana Global Leading Brands, è ora la volta del  gruppo indiano Batra di Mumbai che ha già raggiunto un accordo per rilevare le attività in Europa del brand. I figli del fondatore di Batra erano già licenziatari di Fila sul mercato indiano con circa 300 punti vendita. Il gruppo indiano occupa 57 mila persone e distribuisce articoli sportivi (Slazenger), abbigliamento (Proline, Vivaldi) e attrezzi per fitness.

Gli azionisti di UMBRO, società britannica specializzata in abbigliamento per il calcio,  hanno dato il nullaosta all’offerta di takeover da parte di NIKE. L’acquisizione verrà formalizzata ai primi di marzo. Nell’ottobre 2007 l’offerta d’acquisto lanciata da Nike aveva incontrato la reazione dei retailer JJB e Sports Direct, che si erano affrettati ad accaparrarsi quasi il 30%  di Umbro sul mercato per poi fare un passo indietro.

ADIDAS e Milan firmano un accordo valido fino al 2017 che prevede la cessione ad Adidas dei diritti mondiali di licensing per categorie merceologiche anche non sportive: il gruppo tedesco si occuperà – ed è la prima volta che avviene - di ideare, produrre, distribuire e promuovere prodotti con il marchio del club rossonero in tutto il mondo garantendo al Milan entrate stimate in 15 milioni di euro a stagione. Una cifra simile a quella che l’Inter sta negoziando con NIKE. La Corte di giustizia europea sarà chiamata a decidere di una serie di procedimenti legali avviati da Adidas verso alcuni concorrenti, il più noto H&M, che utilizzano una doppia striscia per caratterizzare i loro capi di abbigliamento.

Le catene britanniche della grande distribuzione TESCO, MARKS & SPENCER, MATALAN hanno deciso di mettere al bando il cotone proveniente dall’Uzbekistan, per la cui raccolta viene utilizzato massicciamente il lavoro minorile, come ha dimostrato una recente inchiesta dalla BBC. Dal Bangladesh arrivano le prime proteste degli industriali  tessili contro questo boicottaggio, il 65% del cotone lavorato in questo paese proviene infatti dall’Uzbekistan.

(Fonte delle notizie: Il Sole 24 ore, vari numeri gennaio-febbraio 2008; Corriere Economia 4.2.2008; Il Manifesto, 30.1.2008; Fashionmagazine newsletter vari numeri gennaio-febbraio 2008; Il Mondo, 25.1.2008; RSI news, 6.2.2008)


(a cura di Ersilia Monti, Deborah Lucchetti, Claudio Brocanelli)


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Last modified 2008-03-04 12:25 PM
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