Ancora A-ONE
Coin e Tessival fanno orecchie da mercante mentre la A-one ha riavviato la produzione senza riassumere i 255 lavoratori illegalmente licenziati.
Dopo i violenti scontri avvenuti in
maggio e giugno, la A-One era rimasta chiusa e sembrava che non dovesse
più riavvre la produzione. Gli scontri avvenuti nelle Exosprt
Processing Zones hanno poratto alla ribalta situazioni di sfruttamento
e negazione dei diritti fondamentali che sono alla base
dell'istituzione stessa di zone franche dove solo gli investimenti
esteri sono liberi di circolare.
Cosa c'è in gioco realmente
Il 1° di Novembre dovrebbe entare in vigore la seconda fase dell'EPZ Workers Association and Industrial Relations Act del 2004 (EWAIRA) per regolare la il diritto dei lavoratori a formare associazioni sindacali e anche le relazioni industraili, compresi i meccanismi di risoluzione delle dispute. L'EWAIRA aveva prescritto ai lavoratori delle EPZ un restringimento del diritto di libera associazione sindacale fino al 31 Ottobre 2006, permettendo loro di eleggere esclusivamente Consigli di fabbrica (Workers Represtation and Welfare Committee- WRWC). Con la seconda fase i lavoratori delle EPZ avranno diritto alla formazione di Associazioni di Lavoratori (equivalenti ai sindacati istituiti fuori delle EPZ). Nonostante il primo di Novembre sia imminente, non è assolutamente chiaro come si passerà dalla teoria alla pratica e le associazioni degli imprendotori insieme alle autorità locali che governano le EPZ, stanno rallentando il processo anche attraverso l'assenza di un intervento risolutivo dei numerosi casi di violazione dei diritti fondamentali e delle stesse regole stabilite dalla prima fase dell'EWAIRA. Uno dei casi irrisolti riguarda i lavoratori della A-One.
Le imprese italiane continuano ad essere complici delle violazioni in corso
Come Campagna Abiti Puliti stiamo valutando nuove azioni a livello europeo e nazionale per dare risposte concrete ai lavoratori, risolvere il caso e così favorire l'implentazione della seconda fase dell'EWAIRA nelle EPZ, verso una nuova stagione per i diritti fondamantali nelle zone speciali.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del caso e vi chiederemo nuovamente sostegno per le future azioni.
Cosa c'è in gioco realmente
Il 1° di Novembre dovrebbe entare in vigore la seconda fase dell'EPZ Workers Association and Industrial Relations Act del 2004 (EWAIRA) per regolare la il diritto dei lavoratori a formare associazioni sindacali e anche le relazioni industraili, compresi i meccanismi di risoluzione delle dispute. L'EWAIRA aveva prescritto ai lavoratori delle EPZ un restringimento del diritto di libera associazione sindacale fino al 31 Ottobre 2006, permettendo loro di eleggere esclusivamente Consigli di fabbrica (Workers Represtation and Welfare Committee- WRWC). Con la seconda fase i lavoratori delle EPZ avranno diritto alla formazione di Associazioni di Lavoratori (equivalenti ai sindacati istituiti fuori delle EPZ). Nonostante il primo di Novembre sia imminente, non è assolutamente chiaro come si passerà dalla teoria alla pratica e le associazioni degli imprendotori insieme alle autorità locali che governano le EPZ, stanno rallentando il processo anche attraverso l'assenza di un intervento risolutivo dei numerosi casi di violazione dei diritti fondamentali e delle stesse regole stabilite dalla prima fase dell'EWAIRA. Uno dei casi irrisolti riguarda i lavoratori della A-One.
Le imprese italiane continuano ad essere complici delle violazioni in corso
Abbiamo nuovamente sollecitato le
imprese italiane a prendere l'iniziativa facendo pressione sulla A-One
e sulle autorità locali per porre fine alle violazioni e trovare un
accordo che preveda il reinserimento dei lavoratori e del consiglio di
fabbrica; dopo le azioni pubbliche di pressione del mese di giugno, la
Coin aveva espresso ufficialmente la disponibilità ad incontrare la
campagna ma ciò non è mai avvenuto.
La Coin ci ha comunicato che non si ritiene responsabile di quanto sta avvenendo in A-One, essendosi rifornita nel 2005 attraverso Tessival e avendo poi interrotto gli ordini. Noi non siamo d'accordo con questa posizione poichè all'epoca delle violazioni erano in corso ordini per la Oviesse (Coin) e non basta appellarsi alle catene di sub-fornitura per chiamarsi fuori dalla responsabilità; esternalizzazioni e sub-forniture sono proprio il meccanismo che le imprese adottano per scaricare la responsabilità dei lavoratori su imprese minori; una volta estrenalizzato il processo, i salari dei lavoratori e i loro diritti diventano costi di fornitura da abbattere, generando una feroce competizione tra i fornitori che fanno a gara per accaparrarsi le commesse delle imprese multinazionali.
La Tessival invece è attualmente in produzione con il marchio Herod e potrebbe intervenire direttamente per richiedere il rispetto degli standard minimi.
La Coin ci ha comunicato che non si ritiene responsabile di quanto sta avvenendo in A-One, essendosi rifornita nel 2005 attraverso Tessival e avendo poi interrotto gli ordini. Noi non siamo d'accordo con questa posizione poichè all'epoca delle violazioni erano in corso ordini per la Oviesse (Coin) e non basta appellarsi alle catene di sub-fornitura per chiamarsi fuori dalla responsabilità; esternalizzazioni e sub-forniture sono proprio il meccanismo che le imprese adottano per scaricare la responsabilità dei lavoratori su imprese minori; una volta estrenalizzato il processo, i salari dei lavoratori e i loro diritti diventano costi di fornitura da abbattere, generando una feroce competizione tra i fornitori che fanno a gara per accaparrarsi le commesse delle imprese multinazionali.
La Tessival invece è attualmente in produzione con il marchio Herod e potrebbe intervenire direttamente per richiedere il rispetto degli standard minimi.
Come Campagna Abiti Puliti stiamo valutando nuove azioni a livello europeo e nazionale per dare risposte concrete ai lavoratori, risolvere il caso e così favorire l'implentazione della seconda fase dell'EWAIRA nelle EPZ, verso una nuova stagione per i diritti fondamantali nelle zone speciali.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi del caso e vi chiederemo nuovamente sostegno per le future azioni.