Dic2007
NUMERO 9
L'APPROFONDIMENTO
INTERVISTA A SABRINA GIANNINI, AUTRICE DEL SERVIZIO “SCHIAVI DEL LUSSO” (REPORT, RAI3, 2.12.2007)
Abbiamo rivolto alcune domande alla giornalista che ha chiuso l’ultimo ciclo per il 2007 delle inchieste di Report con un servizio sul mondo dell’alta moda italiana. L’intervista è stimolo per utili riflessioni sul concetto di lusso e di (alta) qualità. Sono necessariamente sinonimi? Per conservare quel che resta della nostra industria non ci resterà che cucire pietre preziose a jeans e sandali (come del resto già avviene)? Anche da noi dipende trovare vie nuove che uniscano produzione e consumo in un abbraccio virtuoso. Buon 2008.
CASI URGENTI
NUOVE INIZIATIVE ISTITUZIONALI
Il 6 dicembre, G-Star, la principale impresa committente della FFI, ha deciso di cessare i rapporti commerciali con il suo fornitore indiano.
Se non l’avete ancora fatto, inviate una mail a G-Star (scrivendo nell’oggetto: Fair deal for FFI workers):
per chiedere all’azienda olandese di garantire la ricollocazione dei lavoratori della FFI e l’impegno a rendere esplicito che il ripristino delle relazioni commerciali con FFI dipenderà dal ritiro della denuncia e dal confronto con le organizzazioni locali. Gli ordini già in lavorazione dovrebbero esaurirsi entro la prima metà del 2008.
Sul piano istituzionale sono da segnalare l’intervento del parlamentare europeo Richard Howitt in una sessione sui diritti umani al Parlamento europeo; la lettera inviata ai commissari europei dall’European Coalition for Corporate Justice ripresa da John Ruggie, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per i diritti umani e le imprese multinazionali, in apertura della conferenza della Commissione europea sulla responsabilità sociale delle imprese; la dichiarazione di biasimo per la causa intentata in India diffusa dalla Fair Labor Association, organismo multistakeholder al quale sono associati marchi quali Adidas, Nike e Liz Claiborne presenti in India.
Nel nostro paese, è stata presentata a metà dicembre un’interrogazione parlamentare con richiesta di risposta immediata dagli onorevoli Mantovani, Siniscalchi e Rashid per chiedere quali iniziative il Governo intenda intraprendere perchè siano salvaguardati i diritti umani dei lavoratori e delle lavoratriciche producono per marchi della moda internazionali e italiani e siano tutelati i diritti e l'operato dei difensori dei diritti umani.
Intanto, il ministro del commercio indiano – quello che ha additato la Clean Clothes Campaign come “barriera non tariffaria al commercio” – ha dato alle stampe un libro dal titolo eloquente e vagamente minaccioso “India’s century”. Un secolo partito in tema di diritti umani decisamente sotto i peggiori auspici.
ATTIVISTA PER I DIRITTI DEI LAVORATORI CINESI MIGRANTI RIDOTTO IN FIN DI VITA
Il 20 novembre, Huang Qingnan del Dagongzhe (DGZ) Migrant Worker Centre a Shenzhen, la principale zona economica speciale della Cina, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato accoltellato da due uomini non identificati. E’ la terza volta dall’ottobre scorso che il centro, che fornisce assistenza ai lavoratori migranti, viene preso di mira da sconosciuti, ma finora i danni si erano limitati alle cose. Il DGZ offre gratuitamente servizi di biblioteca, informazione sulle leggi del lavoro, e consulenza legale. Negli ultimi mesi l’attività principale consisteva nel diffondere fra i lavoratori la conoscenza della nuova legge del lavoro che entrerà in vigore il primo gennaio 2008.
Il caso è seguito dai gruppi di base di Hong Kong che ci invitano a far sentire la pressione della società civile internazionale sulle autorità cinesi che mantengono uno stretto riserbo sulle indagini in corso e non hanno finora chiarito se e quando il centro potrà riprendere la sue normali attività.
Inviate una mail al link http://www.cleanclothes.org/urgent/07-12-13.htm#action,, scrivendo nell’oggetto: Appeal for DGZ Migrant Worker Centre in Shenzhen
NESSUN PROGRESSO NEL CASO HAOWEI/DISNEY IN CINA E NUOVE INDAGINI DI SACOM
Non ci sono novità sul caso Haowei seguito da SACOM (Students and Scholars against Corporate Misbehavior), ong di Hong Kong. I lavoratori della fabbrica di giocattoli ubicata a Shenzhen, licenziati in seguito alla decisione del titolare di spostare la produzione per Disney in un villaggio dell’interno, continuano a chiedere gli indennizzi a cui hanno diritto e notizie certe sul futuro della fabbrica (vedi Newsletter n. 6, 2007). SACOM ha svolto due nuove indagini presso altri due fornitori di Disney, Tianyu e Yonglida Toys, che fanno capo allo stesso proprietario. Fra le violazioni emerse - trattenute salariali illegali, ore di lavoro eccessive, straordinari non retribuiti, e pessime condizioni alloggiative - risulta anche che i titolari di Tianyu hanno falsificato i contratti di lavoro e tenuta nascosta una serie di abusi agli auditor. Tianyu ha ricevuto nel 2005 l’International Council of Toy Industries (ICTI) Seal of Compliance, un importante riconoscimento dell’adesione agli standard sociali dell’industria del giocattolo, che è stato in seguito rinnovato. L’8 novembre scorso, SACOM ha incontrato i rappresentanti di ICTI chiedendo un revisione generale del sistema di verifica e certificazione adottato. Disney ha rifiutato di discutere con SACOM delle condizioni di lavoro alla Tianyu.
Il rapporto di SACOM su Tianyu: http://www.sacom.hk/html/uploads/Tianyu%20Toys%20DISNEY%20Oct2007%20SACOM.pdf
Il rapporto di SACOM su Yonglida: http://www.sacom.hk/html/uploads/Yonglida%20Toys%20DISNEY%20Nov2007.pdf
Se non l’avete ancora fatto, firmate la petizione a Disney: http://www.petitiononline.com/wlchan/petition.html
Il 6 dicembre, G-Star, la principale impresa committente della FFI, ha deciso di cessare i rapporti commerciali con il suo fornitore indiano.
Se non l’avete ancora fatto, inviate una mail a G-Star (scrivendo nell’oggetto: Fair deal for FFI workers):
per chiedere all’azienda olandese di garantire la ricollocazione dei lavoratori della FFI e l’impegno a rendere esplicito che il ripristino delle relazioni commerciali con FFI dipenderà dal ritiro della denuncia e dal confronto con le organizzazioni locali. Gli ordini già in lavorazione dovrebbero esaurirsi entro la prima metà del 2008.
Sul piano istituzionale sono da segnalare l’intervento del parlamentare europeo Richard Howitt in una sessione sui diritti umani al Parlamento europeo; la lettera inviata ai commissari europei dall’European Coalition for Corporate Justice ripresa da John Ruggie, rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per i diritti umani e le imprese multinazionali, in apertura della conferenza della Commissione europea sulla responsabilità sociale delle imprese; la dichiarazione di biasimo per la causa intentata in India diffusa dalla Fair Labor Association, organismo multistakeholder al quale sono associati marchi quali Adidas, Nike e Liz Claiborne presenti in India.
Nel nostro paese, è stata presentata a metà dicembre un’interrogazione parlamentare con richiesta di risposta immediata dagli onorevoli Mantovani, Siniscalchi e Rashid per chiedere quali iniziative il Governo intenda intraprendere perchè siano salvaguardati i diritti umani dei lavoratori e delle lavoratriciche producono per marchi della moda internazionali e italiani e siano tutelati i diritti e l'operato dei difensori dei diritti umani.
Intanto, il ministro del commercio indiano – quello che ha additato la Clean Clothes Campaign come “barriera non tariffaria al commercio” – ha dato alle stampe un libro dal titolo eloquente e vagamente minaccioso “India’s century”. Un secolo partito in tema di diritti umani decisamente sotto i peggiori auspici.
ATTIVISTA PER I DIRITTI DEI LAVORATORI CINESI MIGRANTI RIDOTTO IN FIN DI VITA
Il 20 novembre, Huang Qingnan del Dagongzhe (DGZ) Migrant Worker Centre a Shenzhen, la principale zona economica speciale della Cina, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato accoltellato da due uomini non identificati. E’ la terza volta dall’ottobre scorso che il centro, che fornisce assistenza ai lavoratori migranti, viene preso di mira da sconosciuti, ma finora i danni si erano limitati alle cose. Il DGZ offre gratuitamente servizi di biblioteca, informazione sulle leggi del lavoro, e consulenza legale. Negli ultimi mesi l’attività principale consisteva nel diffondere fra i lavoratori la conoscenza della nuova legge del lavoro che entrerà in vigore il primo gennaio 2008.
Il caso è seguito dai gruppi di base di Hong Kong che ci invitano a far sentire la pressione della società civile internazionale sulle autorità cinesi che mantengono uno stretto riserbo sulle indagini in corso e non hanno finora chiarito se e quando il centro potrà riprendere la sue normali attività.
Inviate una mail al link http://www.cleanclothes.org/urgent/07-12-13.htm#action,, scrivendo nell’oggetto: Appeal for DGZ Migrant Worker Centre in Shenzhen
NESSUN PROGRESSO NEL CASO HAOWEI/DISNEY IN CINA E NUOVE INDAGINI DI SACOM
Non ci sono novità sul caso Haowei seguito da SACOM (Students and Scholars against Corporate Misbehavior), ong di Hong Kong. I lavoratori della fabbrica di giocattoli ubicata a Shenzhen, licenziati in seguito alla decisione del titolare di spostare la produzione per Disney in un villaggio dell’interno, continuano a chiedere gli indennizzi a cui hanno diritto e notizie certe sul futuro della fabbrica (vedi Newsletter n. 6, 2007). SACOM ha svolto due nuove indagini presso altri due fornitori di Disney, Tianyu e Yonglida Toys, che fanno capo allo stesso proprietario. Fra le violazioni emerse - trattenute salariali illegali, ore di lavoro eccessive, straordinari non retribuiti, e pessime condizioni alloggiative - risulta anche che i titolari di Tianyu hanno falsificato i contratti di lavoro e tenuta nascosta una serie di abusi agli auditor. Tianyu ha ricevuto nel 2005 l’International Council of Toy Industries (ICTI) Seal of Compliance, un importante riconoscimento dell’adesione agli standard sociali dell’industria del giocattolo, che è stato in seguito rinnovato. L’8 novembre scorso, SACOM ha incontrato i rappresentanti di ICTI chiedendo un revisione generale del sistema di verifica e certificazione adottato. Disney ha rifiutato di discutere con SACOM delle condizioni di lavoro alla Tianyu.
Il rapporto di SACOM su Tianyu: http://www.sacom.hk/html/uploads/Tianyu%20Toys%20DISNEY%20Oct2007%20SACOM.pdf
Il rapporto di SACOM su Yonglida: http://www.sacom.hk/html/uploads/Yonglida%20Toys%20DISNEY%20Nov2007.pdf
Se non l’avete ancora fatto, firmate la petizione a Disney: http://www.petitiononline.com/wlchan/petition.html
DALLE ISTITUZIONI
PRESENTATA IN SENATO MOZIONE A SOSTEGNO DELLA RESPONSABILITA’ SOCIALE NEL SETTORE TESSILE
All’inizio di dicembre, per iniziativa della senatrice Emanuela Baio, è stata presentata in senato una mozione per impegnare il governo a diffondere sistemi di responsabilità sociale per il settore tessile e dell’abbigliamento, garantire ai consumatori informazione e trasparenza sulle filiere, sostenere le iniziative aziendali volte a ridurre l’impatto sociale e ambientale delle loro attività, avviare un tavolo di concertazione con tutte le parti sociali al fine di definire standard per la verifica dell’operato delle imprese e raccogliere denunce di abusi commessi da imprese italiane sia in Italia che all’estero. La mozione chiede infine al governo di incentivare le pubbliche amministrazioni a promuovere acquisti etici e responsabili.
(http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=19369&stile=6&highLight=1&paroleContenute='SENATO')
FABRICA ETHICA VINCE IL PREMIO EUROPEAN ENTERPRISE AWARDS
Fabrica Ethica, il programma della Regione Toscana sulla responsabilità sociale delle imprese, ha vinto il premio European Enterprise Awards (categoria RSI) istituito dalla Commissione europea per promuovere le migliori politiche imprenditoriali a sostegno della crescita economica di qualità. La premiazione è avvenuta a Porto, in Portogallo. A consegnare il premio è stato il vicepresidente della Commissione europea, Günter Verheugen. Il programma Fabrica Ethica è risultato primo tra i tredici candidati al premio europeo dopo aver superato una prima selezione effettuata su oltre 300 esperienze presentate dalle autorità regionali e locali europee. Fabrica Ethica nasce nel 2000 per promuovere la cultura della responsabilità sociale delle imprese e facilitare la certificazione delle piccole e medie imprese toscane con lo standard SA8000. Suo punto di forza è la Commissione Etica Regionale per la responsabilità sociale delle imprese, composta da tutti gli attori territoriali dello sviluppo: sistema camerale, enti locali, università, associazioni non profit e ong, associazioni di consumatori, sindacati, associazioni imprenditoriali.
(dal comunicato stampa della Regione Toscana in http://www.fabricaethica.it)
FINANZIARIA 2008: ISTITUITO IL FONDO PER DIFFUSIONE DELLA RSI
L’art. 2, commi 437-439, della legge finanziaria 2008, istituisce presso il ministero della solidarietà sociale un fondo per la diffusione della cultura e delle politiche di responsabilità sociale delle imprese, con una dotazione pari a 1,25 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2008-2010. Il fondo servirà a finanziare il contributo per il funzionamento della relativa fondazione e una conferenza nazionale annuale sulla responsabilità sociale d’impresa, nonché “iniziative di informazione, promozione, innovazione, sostegno e monitoraggio delle politiche di responsabilità sociale attraverso la implementazione di ricerche ed indagini, e la raccolta, l’organizzazione in banche dati e la diffusione della documentazione, con particolare riferimento alle buone prassi in materia”.
All’inizio di dicembre, per iniziativa della senatrice Emanuela Baio, è stata presentata in senato una mozione per impegnare il governo a diffondere sistemi di responsabilità sociale per il settore tessile e dell’abbigliamento, garantire ai consumatori informazione e trasparenza sulle filiere, sostenere le iniziative aziendali volte a ridurre l’impatto sociale e ambientale delle loro attività, avviare un tavolo di concertazione con tutte le parti sociali al fine di definire standard per la verifica dell’operato delle imprese e raccogliere denunce di abusi commessi da imprese italiane sia in Italia che all’estero. La mozione chiede infine al governo di incentivare le pubbliche amministrazioni a promuovere acquisti etici e responsabili.
(http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=19369&stile=6&highLight=1&paroleContenute='SENATO')
FABRICA ETHICA VINCE IL PREMIO EUROPEAN ENTERPRISE AWARDS
Fabrica Ethica, il programma della Regione Toscana sulla responsabilità sociale delle imprese, ha vinto il premio European Enterprise Awards (categoria RSI) istituito dalla Commissione europea per promuovere le migliori politiche imprenditoriali a sostegno della crescita economica di qualità. La premiazione è avvenuta a Porto, in Portogallo. A consegnare il premio è stato il vicepresidente della Commissione europea, Günter Verheugen. Il programma Fabrica Ethica è risultato primo tra i tredici candidati al premio europeo dopo aver superato una prima selezione effettuata su oltre 300 esperienze presentate dalle autorità regionali e locali europee. Fabrica Ethica nasce nel 2000 per promuovere la cultura della responsabilità sociale delle imprese e facilitare la certificazione delle piccole e medie imprese toscane con lo standard SA8000. Suo punto di forza è la Commissione Etica Regionale per la responsabilità sociale delle imprese, composta da tutti gli attori territoriali dello sviluppo: sistema camerale, enti locali, università, associazioni non profit e ong, associazioni di consumatori, sindacati, associazioni imprenditoriali.
(dal comunicato stampa della Regione Toscana in http://www.fabricaethica.it)
FINANZIARIA 2008: ISTITUITO IL FONDO PER DIFFUSIONE DELLA RSI
L’art. 2, commi 437-439, della legge finanziaria 2008, istituisce presso il ministero della solidarietà sociale un fondo per la diffusione della cultura e delle politiche di responsabilità sociale delle imprese, con una dotazione pari a 1,25 milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2008-2010. Il fondo servirà a finanziare il contributo per il funzionamento della relativa fondazione e una conferenza nazionale annuale sulla responsabilità sociale d’impresa, nonché “iniziative di informazione, promozione, innovazione, sostegno e monitoraggio delle politiche di responsabilità sociale attraverso la implementazione di ricerche ed indagini, e la raccolta, l’organizzazione in banche dati e la diffusione della documentazione, con particolare riferimento alle buone prassi in materia”.
ALTRE NOTIZIE
Tempo di bilanci di fine anno
per l’industria della moda. Il Sole 24 Ore registra un clima di
ottimismo per il sistema tessile-moda nel suo complesso grazie a un
aumento stimato del fatturato del 3,3% rispetto al 2006 e una crescita
delle esportazioni del 5%. Le aziende italiane del lusso si apprestano
a chiudere un anno record con un aumento dei ricavi del 10% circa,
malgrado la debolezza del dollaro e le incerte prospettive del mercato
statunitense, che rappresenta da solo il 18% dei consumi mondiali di
lusso. A riprova del riconfermato benessere di questo settore, due dati
eloquenti: solo per la ristrutturazione del loro negozio di New York,
Dolce&Gabbana avrebbero speso 15 milioni di euro, il maxiyacht che
uscirà a marzo dai cantieri di Viareggio costerà a Giorgio Armani 38
milioni di euro.
ADIDAS RENDE PUBBLICO L’ELENCO DEI SUOI FORNITORI
Adidas ha reso pubblico all’inizio di dicembre l’elenco dei suoi fornitori diretti escludendo per il momento i fornitori dei suoi licenziatari. Potete scorrerlo al link http://www.adidas-group.com/en/sustainability/suppliers_and_workers/default.asp
Fra i primi 15 paesi fornitori su 61 totali, al primo posto per numero di fabbriche occupate si colloca la Cina (261), seguono Corea del Sud (59), India (55), Giappone (54), Stati Uniti (54), Vietnam (54), Indonesia (50), Thailandia (46), Canada (36), Brasile (27), Taiwan (27), Turchia (25), Italia (22), Sri Lanka (22), Spagna (19). Un dato interessante è la presenza ai primi posti di paesi occidentali o di forte industrializzazione come il Giappone, significativo anche il peso numerico dell’India rispetto a paesi tradizionalmente produttori di materiale sportivo in conto terzi come l’Indonesia. Ma per avere un quadro completo servirebbe scorrere la lista dei fornitori dei licenziatari.
OXUS: LE BORSE DEL LATITANTE NERO DELFO ZORZI
Lo scorso anno, nell’anniversario della strage di piazza Fontana, militanti dei centri sociali milanesi hanno manifestato nella centrale galleria Vittorio Emanuele davanti a un negozio a marchio Oxus. Quest’anno l’iniziativa del 12 dicembre si è ripetuta a Roma con lanci di pasticcini alla crema contro le vetrine di un altro negozio Oxus in piazza Fiume. La catena Oxus distribuisce prodotti di pelletteria della società giapponese di proprietà di Delfo Zorzi, il neofascista di Ordine Nuovo condannato all’ergastolo in primo grado per la strage di piazza Fontana e assolto in cassazione due anni fa per insufficienza di prove, e attualmente imputato latitante per la strage di Piazza della Loggia a Brescia. Secondo un’indagine svolta dal settimanale L’Espresso (“Delfo Zorzi connection”, http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1104867&m2s=a), Zorzi è sospettato di essere uno dei maggiori artefici del mercato delle griffe contraffatte in Giappone, paese nel quale si è rifugiato negli anni Settanta e dal quale dirige le sue attività che si concentrano principalmente in Italia attraverso la società di pelletteria Gru.p.Italia, che fa capo a una serie di società con sede nei paradisi fiscali. Zorzi è stato denunciato anche in Italia nel 1995 per truffa e usura per un finanziamento offerto a Maurizio Gucci in cambio dello sfruttamento della sua griffe sui mercati asiatici. Gru.p.Italia produce principalmente borse (in Portogallo e Ucraina), sia con marchio proprio (Oxus) sia come licenziataria di griffe più famose, tra le quali Laura Biagiotti, Luciano Soprani, Gianmarco Venturi e in passato anche Valentino e Antonio Marras (nelle vetrine compare anche Celine). Oltre ai due negozi di Roma e Milano, Oxus è presente a Conegliano, Pordenone, e a Mestre (con insegna Legrenzi). Teniamoci alla larga da quelle vetrine.
APRE A PORDENONE UNA BOTTEGA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE DEDICATA ALL’ABBIGLIAMENTO
Da un mese circa è stata aperta a Pordenone la nuova bottega della Cooperativa L’Altrametà. La novità di questa bottega del commercio equo e solidale è di essere totalmente dedicata all’abbigliamento per donna, uomo e bambino, e agli accessori per la persona, come borse, cinture, foulard, sciarpe e berretti. Nel punto di vendita si trovano inoltre articoli di bigiotteria e prodotti cosmetici equi e solidali. Un progetto pilota in Italia nato dalla volontà di dare spazio e visibilità a un’alternativa oggi possibile anche per il nostro modo di sentire.
Per informazioni: altrameta.pn1@alice.it; tel. 0434 26797
ADIDAS RENDE PUBBLICO L’ELENCO DEI SUOI FORNITORI
Adidas ha reso pubblico all’inizio di dicembre l’elenco dei suoi fornitori diretti escludendo per il momento i fornitori dei suoi licenziatari. Potete scorrerlo al link http://www.adidas-group.com/en/sustainability/suppliers_and_workers/default.asp
Fra i primi 15 paesi fornitori su 61 totali, al primo posto per numero di fabbriche occupate si colloca la Cina (261), seguono Corea del Sud (59), India (55), Giappone (54), Stati Uniti (54), Vietnam (54), Indonesia (50), Thailandia (46), Canada (36), Brasile (27), Taiwan (27), Turchia (25), Italia (22), Sri Lanka (22), Spagna (19). Un dato interessante è la presenza ai primi posti di paesi occidentali o di forte industrializzazione come il Giappone, significativo anche il peso numerico dell’India rispetto a paesi tradizionalmente produttori di materiale sportivo in conto terzi come l’Indonesia. Ma per avere un quadro completo servirebbe scorrere la lista dei fornitori dei licenziatari.
OXUS: LE BORSE DEL LATITANTE NERO DELFO ZORZI
Lo scorso anno, nell’anniversario della strage di piazza Fontana, militanti dei centri sociali milanesi hanno manifestato nella centrale galleria Vittorio Emanuele davanti a un negozio a marchio Oxus. Quest’anno l’iniziativa del 12 dicembre si è ripetuta a Roma con lanci di pasticcini alla crema contro le vetrine di un altro negozio Oxus in piazza Fiume. La catena Oxus distribuisce prodotti di pelletteria della società giapponese di proprietà di Delfo Zorzi, il neofascista di Ordine Nuovo condannato all’ergastolo in primo grado per la strage di piazza Fontana e assolto in cassazione due anni fa per insufficienza di prove, e attualmente imputato latitante per la strage di Piazza della Loggia a Brescia. Secondo un’indagine svolta dal settimanale L’Espresso (“Delfo Zorzi connection”, http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1104867&m2s=a), Zorzi è sospettato di essere uno dei maggiori artefici del mercato delle griffe contraffatte in Giappone, paese nel quale si è rifugiato negli anni Settanta e dal quale dirige le sue attività che si concentrano principalmente in Italia attraverso la società di pelletteria Gru.p.Italia, che fa capo a una serie di società con sede nei paradisi fiscali. Zorzi è stato denunciato anche in Italia nel 1995 per truffa e usura per un finanziamento offerto a Maurizio Gucci in cambio dello sfruttamento della sua griffe sui mercati asiatici. Gru.p.Italia produce principalmente borse (in Portogallo e Ucraina), sia con marchio proprio (Oxus) sia come licenziataria di griffe più famose, tra le quali Laura Biagiotti, Luciano Soprani, Gianmarco Venturi e in passato anche Valentino e Antonio Marras (nelle vetrine compare anche Celine). Oltre ai due negozi di Roma e Milano, Oxus è presente a Conegliano, Pordenone, e a Mestre (con insegna Legrenzi). Teniamoci alla larga da quelle vetrine.
APRE A PORDENONE UNA BOTTEGA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE DEDICATA ALL’ABBIGLIAMENTO
Da un mese circa è stata aperta a Pordenone la nuova bottega della Cooperativa L’Altrametà. La novità di questa bottega del commercio equo e solidale è di essere totalmente dedicata all’abbigliamento per donna, uomo e bambino, e agli accessori per la persona, come borse, cinture, foulard, sciarpe e berretti. Nel punto di vendita si trovano inoltre articoli di bigiotteria e prodotti cosmetici equi e solidali. Un progetto pilota in Italia nato dalla volontà di dare spazio e visibilità a un’alternativa oggi possibile anche per il nostro modo di sentire.
Per informazioni: altrameta.pn1@alice.it; tel. 0434 26797
(a cura di Ersilia Monti, Deborah Lucchetti, Claudio Brocanelli; con il contributo di Alessandra Gabelli della Coop. L’Altrametà)