hp

Notizie sulle imprese

DICEMBRE 2008

Le voci che circolano da tempo hanno ottenuto conferma ufficiale, BENETTON cerca oro in Argentina, nella Cordigliera di Iglesias, provincia di San Juan, al confine con il Cile. Lo fa investendo 500 mila dollari in esplorazioni attraverso Minera Sud Argentina, di cui possiede una quota vicina al 60% attraverso Compañia de Tierras. Le prospezioni aurifere, alle quali si dedica anche Bill Gates, sono l’ultima frontiera dello sfruttamento ambientale, oltre tutto aggravato dall’uso di cianuro, dei territori della Patagonia argentina.

Il sindacato canadese UNITE HERE ha lanciato l’11 dicembre una campagna di pressione verso ZARA Canada accusata di ostacolare l’adesione al sindacato nei propri negozi attraverso il licenziamento o il declassamento degli elementi più attivi e la convocazione di incontri fra i dipendenti per dissuaderli dall’esercitare i propri diritti. UNITE HERE accusa inoltre REEBOK, licenziataria esclusiva per l’abbigliamento e gli accessori della Lega nazionale di hockey (lo sport nazionale canadese), di aver chiuso, a partire dal 2002, 5 fabbriche in Canada per delocalizzare la produzione in Cina e in alcuni altri paesi licenziando 600 persone. Nella migliore tradizione anglosassone, il sindacato canadese, che organizza i lavoratori del tessile-abbigliamento, alberghi e ristorazione, ha aperto sul proprio sito uno spazio per inviare lettere di protesta a Reebok e Zara.

NIKE, Starbucks, LEVI’S, Sun Microsystems e TIMBERLAND hanno chiesto al Congresso americano iniziative forti e immediate nel campo della lotta ai cambiamenti climatici e a favore delle fonti energetiche rinnovabili. Le cinque multinazionali hanno costituito, insieme alla coalizione di investitori socialmente responsabili Ceres, un gruppo di pressione chiamato Business for Innovative Climate and Energy Policy (BICEP) il quale propone l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 25%, rispetto al 1990, entro il 2020 e dell’80% entro il 2050.

Il gruppo francese della grande distribuzione CARREFOUR  è stato condannato dalla Corte d’appello di Parigi al pagamento di una multa di 750 mila euro per pubblicità menzognera. La condanna conferma il giudizio emesso dal tribunale di prima istanza nel giugno 2007, mentre la sanzione è stata dimezzata. Carrefour era stata denunciata dall’associazione dei consumatori UFC-Que Choisir in riferimento ad alcuni dépliant distribuiti dalla compagnia a livello nazionale, tra il 2003 e il 2005, che pubblicizzavano alcuni prodotti a prezzi particolarmente vantaggiosi, che però erano disponibili in quantità esigue o, nella realtà, non corrispondevano al prezzo o alle caratteristiche pubblicizzate.

WAL-MART ha patteggiato negli Stati Uniti la chiusura di una class action, accettando di pagare 54,3 milioni di dollari per risarcire circa centomila suoi dipendenti ed ex dipendenti, ai quali, dal 1998 al 2008, è stata negata la pausa pranzo e quella intermedia di dieci minuti.

MATTEL e la sua controllata Fisher-Price hanno patteggiato con 39 Stati Usa il pagamento di 12 milioni di dollari per chiudere la causa che le vedeva accusate di aver venduto giocattoli contenenti livelli pericolosi di piombo. Il patteggiamento chiude un’indagine durata quindici mesi, avviata dopo i massicci richiami di giocattoli di produzione cinese, che tra l’agosto e l’ottobre 2007 portarono, negli Stati Uniti, al ritiro di circa due milioni di articoli di Mattel e Fisher-Price. I giocattoli ritirati da Mattel a livello mondiale, perché contenevano piombo o piccole calamite che potevano staccarsi ed essere ingerite, furono circa 18 milioni.
(Fonti: Il Sole 24 ore, 11.12.2008; RSI News, vari numeri nov./dic. 2008; http://www.yabasta.it; http://unitehere.ca)