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Notizie sulle imprese

OTTOBRE 2008

Fra i top testimonial, il calciatore inglese David Beckham occupa un posto di eccezione: ogni anno percepisce 36 milioni di euro in sponsorizzazioni. I contratti pubblicitari riferiti a imprese della moda e della grande distribuzione tessile sono così ripartiti: Armani (28 milioni di euro per 3 anni), Adidas (3 milioni di euro), Mark & Spencer (3 milioni di euro), Police sunglasses (1 milione di euro). Ma se sarà in forza al Milan per parte della prossima stagione calcistica, così come sembra, nelle occasioni ufficiali Beckham dovrà vestire gratuitamente Dolce & Gabbana, main sponsor della squadra.

ARENA, l’azienda italiana specializzata in costumi e accessori per il nuoto, è stata condannata in Francia dal tribunale di Libourne a versare 4,8 milioni di euro a 96 suoi ex dipendenti della fabbrica locale, chiusa nel marzo 2007 per mancanza di competitività, trasferendo le produzioni in Cina e licenziando 169 persone, in maggioranza donne cinquantenni. Secondo il tribunale, “se è chiaro che il trasferimento di attività in paesi con garanzie salariali e sociali inferiori a quelle prescritte dalle leggi francesi può garantire minori costi di produzione, aumentando i margini di profitto, questo fatto, da solo, non costituisce una giustificazione economica sufficiente per il licenziamento”.  Al momento della chiusura della fabbrica, l’amministratore delegato di Arena Francia, Nicolas Préault, spiegò che era necessario risparmiare nella produzione, per investire in pubblicità, nell’apertura di nuovi negozi e nella ricerca di materiali innovativi. Nella sentenza, però, il giudice ha obiettato che, per quanto riguarda il settore pubblicitario, all’epoca “Arena godeva di una notorietà mondiale senza precedenti, grazie ai risultati conseguiti dalla sua icona pubblicitaria, Laure Manaudou”. Arena ha deciso di ricorrere in appello.

TIMBERLAND ha patteggiato negli USA il pagamento di 7 milioni di dollari per chiudere una class action in cui era accusata di aver inviato a decine di migliaia di persone degli sms promozionali non autorizzati dai destinatari. Negli Stati Uniti, alcuni operatori telefonici fanno pagare la ricezione degli sms. La causa era stata promossa da un utente che nel dicembre 2005 aveva ricevuto sul lavoro un sms che pubblicizzava sconti per chi acquistava articoli Timberland dal sito dell’azienda. Timberland e la società di e-commerce GSI hanno scelto la via del patteggiamento senza ammettere alcun comportamento scorretto.

La catena di distribuzione LIDL dovrà pagare multe per complessivi 1.462 milioni di euro dopo che dodici Länder tedeschi l’hanno ritenuta responsabile di aver spiato i propri dipendenti attraverso telecamere piazzate anche nei bagni e registrando le conversazioni telefoniche. Lidl, che sostiene di aver fatto ricorso a questi metodi per prevenire i furti, ha diffuso un comunicato di scuse ai dipendenti. La vicenda era stata svelata lo scorso marzo dal settimanale Stern.

Sette persone, fra cui tre titolari di agenzie investigative toscane, sono state arrestate dalla polizia di Firenze per aver fornito ad alcune imprese, fra queste GUCCI, informazioni acquisite illegalmente dalle banche dati riservate del ministero degli interni.  Gucci, che risulterebbe estranea ai fatti, si serviva di investigatori privati per raccogliere informazioni sulle persone e sulle società con cui trattava nell'ambito della sua attività industriale e commerciale, fra cui manager, contoterzisti, fornitori e clienti. Fra gli arrestati l’ex responsabile della sicurezza del gruppo.

I dipendenti della sede di Milano della Gianfranco FERRE’ hanno scioperato il 21 ottobre per protestare contro i licenziamenti delle ultime settimane. La protesta – ha spiegato la Filtea Cgil milanese in una nota – ha origine da una serie di licenziamenti e dalla mancata conferma di personale in prova e di altri lavoratori con contratti a termine senza che siano state attivate le procedure di consultazione sindacale e gli ammortizzatori sociali finalizzati. Le RSU e la Filtea hanno chiesto un confronto con i vertici aziendali sullo stato della crisi finanziaria che il gruppo Itierre sta attraversando in una fase di crescita limitata dei fatturati.

Nuovi guai per Wal-Mart dopo la diffusione di un rapporto della rete statunitense SweatFree Communities, impegnata nella promozione di acquisti etici presso le amministrazioni pubbliche. Nella fabbrica di un fornitore del Bangladesh, JMS Garments, che produce abbigliamento scolastico della linea Faded Glory, sono state riscontrate gravi violazioni dei diritti dei lavoratori, con turni di lavoro di 19 ore al giorno per rispettare i tempi di consegna imposti da Wal-Mart, frequenti abusi verbali e fisici, straordinari obbligatori e salari al di sotto dei minimi legali per i neo-assunti. L’inchiesta, anticipata dal settimanale Business Week, è stata condotta da collaboratori locali di SweatFree Communities, che hanno intervistato nelle loro case 90 operai della JMS, dove lavorano più di 1.700 persone, cui viene negato il diritto di organizzarsi liberamente. I lavoratori riferiscono in particolare che le ispezioni di Wal-Mart sono sempre preannunciate e che a raccontare la verità agli ispettori si rischia il licenziamento. 
Forse per distogliere l’attenzione da questo nuovo scandalo e tentare di rinverdire un’immagine già molto compromessa, Wal-Mart ha annunciato a fine ottobre che i suoi fornitori cinesi saranno tenuti dal prossimo anno (dal 2011 il resto dei fornitori nel mondo) a certificare il rispetto delle normative sociali e ambientali in vigore nel loro paese, a migliorare del 20% l’efficienza energetica degli impianti entro il 2012 e a comunicare i nomi di tutte le fabbriche coinvolte nel processo produttivo. Al tempo stesso Wal-Mart pretende che entro il 2012 la qualità  produttiva migliori al punto tale da azzerare gli scarti per merce difettosa.

Il gruppo COIN ha rilevato la catena specializzata nella moda giovane a basso prezzo Melablu, proprietaria in Italia di 60 negozi, con l’obiettivo di consolidare la presenza del gruppo nel segmento della fast fashion.

ADIDAS ha acquisito per 53,3 milioni di euro l’azienda statunitense Ashworth specializzata nell’abbigliamento per il golf. La divisione TaylorMade-adidas Golf, a cui Ashworth si aggiunge, ha apportato ad Adidas nel 2007 ricavi per 804 milioni di euro.

A pochi giorni dall’annuncio dell’acquisizione totale di LA PERLA, il fondo di private equity americano JH Partners ha predisposto l’avvio di un piano di ristrutturazione e rilancio del gruppo il cui primo passo prevede una riduzione di organico pari a 365 unità nelle sedi di Bologna. I tagli si inseriscono in un piano di decentramento di alcuni processi aziendali, dallo sviluppo delle collezioni fino alla gestione delle consegne sui mercati internazionali.

LOTTO ha firmato un accordo con Star 360 Sdn per la distribuzione dei suoi prodotti in Malesia attraverso catene specializzate nello sport oltre all’apertura di negozi monomarca. L’accordo segue quello firmato nei mesi scorsi con la società cinese Li Ning per la produzione e vendita di prodotti Lotto in Cina. (Fonti: Il Sole 24 Ore, vari numeri ottobre 2008; Fashionmagazine vari numeri ottobre 2008; Filtea; RSI News settembre-ottobre 2008)

(a cura di Ersilia Monti, Deborah Lucchetti, Claudio Brocanelli; con il contributo di Sandra Cangemi)