
NEWSLETTER n. 7 (aprile-maggio 2006)
L'APPROFONDIMENTO
MAG2 E BANCA ETICA RIFIUTANO IL FINANZIAMENTO DELLA FONDAZIONE LEVI'S STRAUSS Nel dicembre 2005 Mag2 Finance e banca Popolare Etica hanno avuto l'opportunità di cooperare con la Fondazione Levi's Strauss per l'implementazione di progetti di microcredito. Dopo un confronto approfondito con la Campagna Abiti Puliti, Mag2 Finance e Banca Popolare Etica hanno deciso di rifiutare l'offerta spiegando alla Fondazione Strauss le ragioni della scelta.
Le ragioni sono da ricercare nell'incoerenza della Levi's Strauss con i principi che ispirano le due organizzazioni italiane della finanza etica. Negli ultimi anni, secondo le informazioni fornite dalla Clean Clothes Campaign

, la Levi's Strauss ha chiuso 45 fabbriche licenziando 27 mila lavoratori; riceve parte della sua produzione da subfornitori situati in Cina e in Vietnam, dove la libertà di associazione sindacale

è negata; in uno stabilimento che produceva per il marchio

è stato denunciato l'uso di anfetamine per aumentare la produttività dei lavoratori; l'orario di lavoro è eccessivo; i salari sono bassi; le condizioni di sicurezza non adeguate.
SCHEDA PAESE – TUNISIA: UN VICINO DI CASA IN CRISI
Nel marzo del 2005 il segretariato internazionale della Clean Clothes Campaign
ha visitato la Tunisia per incontrare le organizzazioni sindacali e della società civile di uno dei più grandi paesi esportatori di abbigliamento, con l’intento di approfondire la conoscenza dei problemi che l’affliggono e stabilire legami duraturi con le organizzazioni che operano per migliori condizioni di lavoro in questo settore.
FABBRICHE RECUPERATE IN ARGENTINA – L’AVVENTURA ITALIANA DI CUC E TEXTILES PIGUE’
In seguito alla crisi economico-finanziaria che ha colpito l’Argentina, decine di imprese passano sotto il controllo degli operai. Una di queste, la ex Gatic, una delle più grandi del paese per la produzione di abbigliamento sportivo entra nella rete del commercio equo e solidale italiano e coltiva un progetto ambizioso per far uscire dall’ombra le fabbriche recuperate italiane.
CASI URGENTI
SVILUPPI NEL CASO MARTIN BARRIOS
Lo scomodo presidente della Commissione per i diritti umani e del lavoro nella regione messicana di Tehuacan, Martin Barrios, vive sotto la protezione della Commissione interamericana per i diritti umani, dopo la scarcerazione per arresto arbitrario e le minacce subite dagli industriali dei jeans. Una lettera congiunta di Levi’s, Gap, American Eagle, Philipps-Van Heusen, Polo Ralph Lauren e Warnaco indirizzata il 20 marzo al governatore dello stato del Puebla Mario Marin per sollecitare misure di sicurezza per Martin e per attestare l’apprezzamento delle attività svolte dalle ong locali in difesa dei diritti dei lavoratori dell’abbigliamento, ha avuto grande risalto sulla stampa messicana, soprattutto dopo che il marchio Tommy Hilfiger ha deciso di annullare i contratti con due fornitori di Tehuacan. La Commissione accusa le associazioni imprenditoriali di aver inserito in una lista nera tutti i lavoratori che hanno testimoniato in difesa di Martin Barrios, che hanno partecipato a manifestazioni o si sono uniti alla Otra Campaña zapatista quando ha attraversato la regione di Tehuacan, molti di questi lavoratori sono oggi senza lavoro. Intanto è cominciato il procedimento legale nei confronti di Lucio Gil, titolare della maquiladora Calidad en Confecciones, responsabile del licenziamento di 163 persone contro il quale si è battuto Martin Barrios. Rinviato a giudizio con le pesanti accuse di tortura, abuso di autorità e spionaggio, il governatore Mario Marin potrebbe non essere più riconfermato dopo le elezioni presidenziali del 2 luglio. (Fonte: Clean Clothes Campaign)
FIRMATI I RINNOVI CONTRATTUALI PER I LAVORATORI DEL TESSILE E DELLE CALZATURE
Sono stati chiusi in aprile gli accordi per il rinnovo del secondo biennio economico con un aumento medio in busta paga di 75 euro al mese per lavoratori tessili (+ 6,1%) e di 73 euro per i calzaturieri. I minimi contrattuali per i calzaturieri salgono da 1.019 euro per il primo livello fino a 1.709 euro per l’ottavo. Non sono state introdotte modifiche sulle parti normative malgrado la richiesta iniziale degli imprenditori di gestire unilateralmente le ferie o di ottenere 8 ore di lavoro in più a parità di salario. L’accordo dei tessili interviene sulla disciplina contrattuale dell’apprendistato per le aziende con sede in regioni che non hanno regolamenti in materia.
(Fonte: Il Corriere della sera, 13.4.2006, Fashionmagazine newsletter 13.4.2006)
LA REGIONE TOSCANA APPROVA UNA LEGGE SULLA RESPONSABILITA’ SOCIALE DELLE IMPRESE
La Regione Toscana si impegna ad assicurare agevolazioni e interventi di sostegno alle piccole e medie imprese che adottino, su base volontaria, gli standard internazionali relativi alla responsabilità sociale delle imprese in materia di rendicontazione, sistemi di gestione aziendali certificabili, certificazioni di prodotto o servizio, e che garantiscano la credibilità e la trasparenza del proprio operato in funzione della “tracciabilità sociale” dei beni o dei servizi prodotti. E’ quanto prevede la legge n. 14 approvata il 3 maggio dal Consiglio regionale, che disciplina inoltre la composizione e il funzionamento della Commissione etica regionale, a cui partecipano fra gli altri associazioni di categoria, ong e sindacati. Fra i compiti della Commissione nell’immediato futuro, proporre strumenti per incorporare la RSI negli appalti pubblici, applicare le certificazioni tipo SA8000
alla realtà toscana, rafforzare il ruolo delle pubbliche amministrazioni nei processi di certificazione.
(Fonte: Mani Tese/Campagna Abiti Puliti)
LA REGIONE LAZIO ADOTTA UN CODICE
ETICO SUL COMMERCIO INTERNAZIONALE
La Giunta regionale del Lazio ha approvato il 31 marzo un codice etico che introduce la responsabilità sociale delle imprese nella sottoscrizione di accordi commerciali internazionali con l’obiettivo di garantire buone prassi anche nei paesi in cui i diritti fondamentali sono violati. Il codice impegna la Regione, le sue agenzie, gli enti pubblici dipendenti e gli enti privati a partecipazione regionale al rispetto di principi universalmente condivisi in materia di diritti umani e sindacali, protezione dell’ambiente e lotta alla corruzione, e a promuoverne l’osservanza da parte delle imprese del Lazio che svolgano attività di produzione e commercio internazionale. La delibera prevede anche l’adesione al Global Compact promosso dalle Nazioni unite. (Fonte: RSI news 5.4.2006)
TORONTO SI UNISCE ALLE CITTA’ CHE PROMUOVONO ACQUISTI ETICI. LA PROSSIMA SARA’ SHENZHEN?
La città di Toronto ha approvato il 26 aprile un provvedimento che impegna i fornitori di abbigliamento da lavoro per l’amministrazione municipale, e i loro subfornitori, a rispettare i diritti fondamentali dei lavoratori, a corrispondere retribuzioni dignitose, e a rendere pubblici nomi e località dei siti produttivi per lo scrutinio da parte degli amministratori pubblici. La città di Toronto acquista circa 4 milioni di dollari all’anno in uniformi per la polizia, i vigili del fuoco, i conducenti di trasporti pubblici. (Fonte: No Sweat Campaign, in: www.maquilasolidarity.org)
L’Ufficio del lavoro della città di Shenzhen, una delle più grandi zone economiche speciali cinesi, sta lavorando alla stesura delle prime linee guida della città in materia di responsabilità sociale delle imprese, che saranno prevedibilmente emanate entro la fine dell’anno. L’annuncio, insieme alla presentazione di un’indagine conoscitiva sulla conoscenza e l’applicazione di criteri di RSI fra le imprese di Shenzhen, è stato fatto in una conferenza stampa il 30 marzo. I nuovi standard si baseranno sulle leggi del lavoro e dell’ambiente nazionali, che dalla ricerca risultano largamente disattese, e sarà richiesta una certificazione di conformità emessa da enti terzi per poter accedere agli appalti per le forniture pubbliche, il cui valore si aggira annualmente sui 241 milioni di dollari. Alle imprese virtuose saranno concessi sgravi fiscali. (Fonte: www.csr-asia.com)
IN DISCUSSIONE A PECHINO UNA PROPOSTA DI LEGGE PER MIGLIORARE I CONTRATTI DI LAVORO
Il governo cinese sta mettendo mano a una legge per la disciplina dei contratti di lavoro, che dovrebbe nelle intenzioni rendere più difficile il licenziamento dei lavoratori, alzare i costi per le assunzioni temporanee, aumentare le liquidazioni e dare un ruolo maggiore alle rappresentanze sindacali all’interno delle fabbriche. Le aziende straniere sono convinte che le nuove regole varranno soprattutto per loro. Tuttavia, pur avendo criticato il progetto – la Camera di commercio americana ha sottoposto osservazioni al governo cinese per conto delle 900 imprese associate – evitano di opporvisi troppo apertamente. (Estratto da: Il Sole 24 ore, 21.4.2006)
VIAGGIO A RITROSO NELLA VITA DI UNA MAGLIETTA
Nel suo libro “Viaggio di una T-shirt nell’economia globale”, uscito per Apogeo, la ricercatrice americana Pietra Rivoli compie il cammino inverso di Raffaele Brunetti (vedi Newsletter n. 2/06) per raccontare come prende forma una T-shirt dai compi di cotone del Texas alla fabbrica di stato, rumorosa e polverosa di Shanghai, prima di finire inesorabilmente nel cassonetto.
(Fonte: Carta, n. 16, 2006)
Adidas raddoppia il fatturato in Italia, firma un accordo con la Nba per vestire nei prossimi 11 anni tutte le squadre della lega professionistica di basket USA, prepara investimenti in comunicazione per gli imminenti mondiali di calcio per 900 milioni di euro (45 milioni in Italia).
Armani associa il suo nome al marchio di sneaker giapponese Mizuno per creare una collezione di scarpe sportive di lusso, sulla scia di altri analoghi sodalizi: Jil Sander e Puma, Neil Barrett e Puma, Yohji Yamamoto e Adidas.
Basicnet cede al proprio licenziatario in Cina Diamond King International i diritti di proprietà dei marchi Kappa e Robe di Kappa sul territorio cinese, realizzando dall’accordo 35 milioni di dollari, una cifra superiore al valore di borsa del gruppo. Dalla vendita di un pacchetto di titoli, il cui valore si è nel frattempo triplicato, il fondatore di Basicnet Marco Boglione incassa in tre giorni 2,6 milioni di euro. Morale: il tessile è in crisi, ma non per tutti.
Benetton, conclusa l’acquisizione delle autostrade del Cile, persa l’aggiudicazione di quelle francesi, la famiglia Benetton tenta la fusione fra Autostrade Spa, di cui detiene il controllo, e il socio spagnolo Abertis, che porterebbe alla nascita del più grande gruppo autostradale europeo. Se andrà in porto, l’operazione frutterà 670 milioni di euro ai Benetton, che hanno già goduto di utili più che triplicati dall’anno della privatizzazione grazie all’aumento delle tariffe a fronte di investimenti non realizzati. All’Anas spetta ora verificare che gli obblighi previsti dal contratto di concessione siano stati rispettati.
Bottega Veneta, la conoscete? Forse no, ma da un sondaggio del “Luxury Institute” fra i ricchi americani, con un reddito annuo di almeno 200 mila dollari e un patrimonio netto minimo di 750 mila dollari, si impone per preferenze come il primo marchio della moda su 21 selezionati, superando Hermès e Armani, perché “fa sentire speciali i clienti che lo scelgono”.
Champion Europe, azienda modenese dell’abbigliamento sportivo, rileva la catena di negozi Giacomelli Sport, andata in amministrazione straordinaria nel 2003 con 625 milioni di debiti, con l’intenzione di creare un polo dell’abbigliamento e della distribuzione fra Modena e Rimini.
Diadora si converte al lusso preparando per il prossimo autunno una linea di calzature disegnata da stilisti dell'alta moda, che utilizzerà “materiali molto esclusivi”, come – udite e rabbrividite – la pelle di squalo trattata.
Finpart, arrestato Gianluigi Facchini, l’ex amministratore delegato della holding della moda che controlla marchi come Frette e Cerruti (Nino Cerruti è stato l’inventore negli anni ’50 del prêt-à-porter maschile di lusso), con l’accusa di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio. Al centro dello scandalo anche la Banca popolare di Intra che avrebbe finanziato l’ex a.d., i familiari e altri soggetti per acquistare sul mercato azioni della holding e sostenere le quotazioni del titolo in borsa (vi ricorda niente?).
Reebok ritira dal mercato 300 mila braccialetti, con un ciondolo a forma di cuore con il nome della società impresso al centro, distribuiti in omaggio nelle confezioni di diversi tipi di calzature per bambini. I braccialetti, importati dalla Cina, contengono un alto livello di piombo che ha causato la morte per avvelenamento di un bambino di quattro anni di Minneapolis, che aveva ingoiato il ciondolo.
Timberland annuncia che dalla fine dell’anno i propri prodotti conterranno un’etichetta definita “nutrizionale” che indicherà il nome della fabbrica e il luogo di produzione, la quantità di energia utilizzata e la quota proveniente da fonti rinnovabili, il numero di fabbriche monitorate sulla base del codice di condotta aziendale, le ore di volontariato dedicate alle comunità dai propri dipendenti. Le confezioni saranno ottenute da fibre riciclate, le borse da materiali biodegradabili.
Tod’s parca coi lavoratori, generosa con gli azionisti ai quali distribuirà 30,2 milioni di euro, il 78% dell’utile prodotto, grazie a ricavi cresciuti nel 2005 di quasi il 20% e a una cedola azionaria raddoppiata.
Versace si appresta a uscire dalla crisi lanciandosi nel settore dell’allestimento di interni di jet privati (700 venduti ogni anno) e yacht, nella vendita di gioielli, e di orologi con una gamma di prezzo dai 2 ai 50 mila euro.
(Fonte: Il Sole 24 ore, vari numeri aprile-maggio 2006; Il Corriere della sera, 22.4.2006; Fashionmagazine newsletter, vari numeri aprile-maggio 2006; RSI news 28.2.2006, 24.3.2006)
(a cura di Ersilia Monti, Claudio Brocanelli, Deborah Lucchetti)


