Durante il Living Wage Now Forum tenutosi a Bruxelles dal 12 al 14 ottobre, la Clean Clothes Campaign ha consegnato le oltre 125 mila firme raccolte per chiedere l’istituzione di accordi vincolanti e una legislazione adeguata che permetta ai marchi del tessile di assumersi le loro responsabilità in tema di salario dignitoso.

Le firme sono state consegnate alle aziende internazionali e ai rappresentanti della Commissione Europea che hanno preso parte alla due giorni dedicata al salario dignitoso.

Il Forum ha visto la partecipazione di oltre 250 lavoratori, marchi, decisori politici e attivisti riuniti per impegnarsi a implementare il salario dignitoso per tutti i lavoratori del tessile.

Durante l’evento, i partecipanti si sono mostrati d’accordo sul fatto che le politiche adottate in base ai codici di condotta volontari e ai progetti pilota messi in campo finora dalle aziende non hanno prodotto quasi alcuna differenza. La Clean Clothes Campaign insiste sulla necessità di avere un approccio vincolante e strutturale come quello che ha portato alla firma dell’Accordo sulla Sicurezza in Bangladesh e del Protocollo sulla Libertà di Associazione in Indonesia. Questo tipo di accordi è assolutamente innovativo perché affronta le cause del problema alla radice.

È importante che la Commissione Europea migliori velocemente la legislazione in tema di trasparenza del settore tessile. Dopo il disastro del Rana Plaza, è stato impossibile avere una lista dei marchi europei che si rifornivano presso le fabbriche di quell’edificio. Si è dovuto scavare a mani nude tra le macerie per recuperare le etichette e identificare i marchi. Questa è una vergogna per tutte quelle aziende che parlano di responsabilità di impresa. Oggi l’Europa rivede le sue direttive sulla sicurezza e la tracciabilità dei prodotti: esiste quindi la possibilità concreta di rendere pubblici i luoghi di produzione della merce venduta sul mercato europeo.

Altro tema di dibattito è stato il salario estremamente basso dell’industria tessile europea. Ad esempio in Georgia i lavoratori tessili percepiscono appena 114 euro al mese, solo il 10% del salario dignitoso.

L’Asia Floor Wage è convinta che debbano essere le aziende a farsi carico degli aumenti salariali sia in Europa che nel Sud Est Asiatico, visto che sono loro che si appropriano della maggior parte del valore dei beni che le donne e gli uomini che lavorano per loro producono.

Alcune aziende hanno promesso di pagare il salario dignitoso ai lavoratori e alle lavoratrici che producono i loro abiti. Altri hanno stabilito delle tappe per garantire che i diritti dei lavoratori siano rispettati in tutta la catena di fornitura. I risultati non si vedono ancora e noi non ci fermeremo finché questo non diventerà realtà.

[fsg_gallery id=”1″]